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Per la prima volta in quarant'anni, gli Stati Uniti allentano completamente le sanzioni petrolifere: l'Iran sfrutta il periodo favorevole per esportare petrolio

Per la prima volta in quarant'anni, gli Stati Uniti allentano completamente le sanzioni petrolifere: l'Iran sfrutta il periodo favorevole per esportare petrolio

金融界金融界2026/06/24 04:10
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Per:金融界

Stati Uniti e Iran continuano a portare avanti il processo di negoziazione per un accordo di pace permanente, e nonostante la situazione resti fragile, gli Stati Uniti hanno deciso di allentare significativamente le sanzioni sul petrolio iraniano, permettendo dopo oltre quarant’anni all’Iran di riprendere il commercio di petrolio denominato in dollari. Si tratta della maggiore misura di allentamento delle sanzioni dall’epoca della Rivoluzione Islamica iraniana del 1979, destinata a ridefinire a fondo la struttura del commercio globale del greggio e l’ordine del mercato energetico in Medio Oriente.

Politica di esenzione temporanea negli Stati Uniti: abolite tutte le restrizioni sul commercio di petrolio iraniano in dollari

Lunedì 22 giugno (ora locale), il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato una vasta politica di esenzione dalle sanzioni di durata 60 giorni, valida fino al 21 agosto. Tale misura autorizza l’Iran a riprendere normalmente la produzione e l’esportazione di petrolio, petrochimica e derivati del petrolio di ogni genere, consentendo per tutto il periodo il regolamento delle operazioni in dollari statunitensi.

La licenza “General License X” copre un ampio ventaglio di settori: navi shipping e gli operatori di mercato precedentemente sottoposti a restrizioni possono ora svolgere le proprie attività senza ostacoli. Secondo i dati della U.S. Energy Information Administration, la nuova politica riapre anche il canale per le importazioni statunitensi di petrolio iraniano, dopo decenni di severissime restrizioni che avevano praticamente azzerato il commercio di greggio tra i due paesi dagli anni ’90.

L’adeguamento di politica segna una svolta completa rispetto alla strategia di massima pressione adottata dall’America contro l’Iran negli ultimi anni, attenuando il sistema di sanzioni energetiche che mirava a colpire l’economia iraniana e da cui ora ci si attendono ingenti ricavi dall’export di petrolio.

Miad Maleki, senior fellow della Foundation for Defense of Democracies e già funzionario del settore sanzioni presso il Tesoro USA, ha dichiarato che questa misura potrebbe sbloccare i 67 milioni di barili di greggio iraniano stoccati nella regione del Golfo, generando un potenziale profitto per l’Iran tra 8 e 9 miliardi di dollari. “Lo sblocco totale di produzione, export, regolamento in dollari, commercio petrolchimico e servizi di shipping ricostituisce la principale fonte di entrate fiscali dell’Iran”, afferma Maleki.

L’allentamento dipende dai progressi nei negoziati USA-Iran, le esportazioni di greggio rimbalzano

Questa apertura sanzionatoria non è una misura improvvisata ma si basa sulla cooperazione avviata tra i due paesi. La scorsa settimana, USA e Iran hanno già firmato memorandum d’intesa, e i nuovi round di negoziato conclusi lunedì in Svizzera hanno portato progressi verso un accordo di pace definitivo.

Il Presidente degli Stati Uniti, Trump, ha spiegato che i profitti ottenuti dall’Iran attraverso il commercio di petrolio dovranno essere destinati esclusivamente all’acquisto di prodotti agricoli americani e non potranno finanziare attività militari.

Con il proseguimento dei negoziati, le esportazioni iraniane di petrolio sono già aumentate. Secondo i dati di Windward, agenzia di intelligence navale, la scorsa settimana l’Iran ha esportato 6,79 milioni di barili, segnando il massimo degli ultimi due mesi.

Brett Erickson, managing director di Obsidian Risk Consulting, osserva che negli anni scorsi il greggio iraniano veniva tradizionalmente venduto con uno sconto fisso rispetto al Brent, ma con la domanda in crescita, i prezzi del greggio iraniano potrebbero raggiungere un premio in futuro, aumentando ulteriormente gli introiti commerciali iraniani.

Barriere sui pagamenti definitivamente eliminate, forte incremento della domanda di acquisto da parte dei grandi acquirenti asiatici

Questa esenzione risolve il principale ostacolo al commercio del petrolio iraniano, permettendo all’Iran di trasferire direttamente i ricavi dell’export alla propria banca centrale, abbandonando il sistema opaco degli intermediari finanziari, con drastica riduzione dei costi e dei rischi di transazione. “Dopo la regolare apertura dei canali di clearing in dollari, i grandi importatori asiatici aumenteranno notevolmente gli acquisti di greggio iraniano”, ha dichiarato Maleki.

In passato, le aziende asiatiche hanno dovuto ricorrere a canali non trasparenti per evitare il rischio di sanzioni secondarie statunitensi, mentre ora sia le raffinerie statali che quelle indipendenti di proprietà privata potranno accedere pienamente al network bancario conforme.

Gli esperti di mercato prevedono generalmente che, prima della scadenza della politica di esenzione in agosto, questi acquirenti avvieranno una fase di acquisti strategici concentrati, mentre attualmente tali paesi assorbono già oltre il 90% delle esportazioni di greggio iraniano. Tuttavia, secondo i dati di JP Morgan, tra febbraio e maggio di quest’anno, le importazioni di petrolio di questi paesi sono bruscamente calate, superando il crollo registrato nella seconda metà del 2020 durante la pandemia.

Secondo Muyu Xu, senior crude oil analyst di Kpler, le aziende stanno completando le necessarie procedure di compliance, e mentre la domanda di acquisto nel breve termine non mostra ancora segnali di ripresa, nel medio-lungo periodo questa tenderà a liberarsi in modo costante in base a prezzo e disponibilità di fornitura.

L’Iran sfrutta la finestra politica per rafforzare il proprio vantaggio sul mercato energetico a lungo termine

Michael Feller, chief strategist presso un’agenzia di analisi geopolitica, osserva che l’Iran utilizzerà al massimo questi 60 giorni di esenzione per riparare rapidamente le infrastrutture petrolifere danneggiate dai recenti conflitti e concludere contratti di fornitura di lungo termine con i principali acquirenti, tra cui le grandi economie asiatiche.

Il nuovo corso non solo darà uno slancio immediato all’economia interna iraniana, ma rafforzerà in modo decisivo l’influenza del paese sugli equilibri geopolitici del Medio Oriente.

Conclusioni

In sintesi, l’allentamento storico delle sanzioni americane segna la fine di oltre quarant’anni di barriere commerciali: il petrolio iraniano torna ufficialmente nel mercato globale in dollari. Nel breve termine, la misura immetterà grandi volumi di greggio, stimolerà il commercio internazionale e, nel medio-lungo periodo, ridefinirà gli assetti energetici del Medio Oriente.

Durante il periodo di validità della normativa, domanda e offerta di petrolio, sistemi di pricing e modalità di regolamento transfrontaliero saranno oggetto di un nuovo round di significativo riassestamento.

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