I prezzi di oro e argento aumentano man mano che i rendimenti scendono, ma il rischio di un rialzo dei tassi dalla Federal Reserve a dicembre persiste.
汇通网10月6日讯—— Martedì (6 ottobre), durante la sessione di trading mattutina negli Stati Uniti, i prezzi dell’oro e dell’argento spot sono aumentati. I rendimenti dei titoli di stato USA a lungo termine sono scesi dal massimo di decenni registrato lunedì, mentre il prezzo internazionale del petrolio è sceso sotto i 100 dollari al barile, lasciando spazio ai metalli preziosi per estendere il rimbalzo seguito alla pubblicazione dei dati sui Non-Farm Payrolls. L’oro spot viene scambiato intorno a 4165,31 dollari l’oncia, con un aumento giornaliero dello 0,60%; l’argento spot intorno a 61,326 dollari, con un rialzo dello 0,44% nella giornata.
Martedì (6 ottobre), durante la sessione di trading mattutina negli Stati Uniti, i prezzi dell’oro e dell’argento spot sono aumentati. I rendimenti dei titoli di stato USA a lungo termine sono scesi dal massimo di decenni registrato lunedì, mentre il prezzo internazionale del petrolio è sceso sotto i 100 dollari al barile, lasciando spazio ai metalli preziosi per estendere il rimbalzo seguito alla pubblicazione dei dati sui Non-Farm Payrolls. L’oro spot viene scambiato intorno a 4165,31 dollari l’oncia, con un aumento giornaliero dello 0,60%; l’argento spot intorno a 61,326 dollari, con un rialzo dello 0,44% nella giornata.
Il mercato vive un intenso confronto tra rialzisti e ribassisti: da una parte il mercato del lavoro invia segnali di indebolimento, dall’altra le pressioni inflazionistiche restano persistenti. Il rapporto sui Non-Farm Payrolls USA di settembre mostra un tasso di disoccupazione stabile al 4,2%, la retribuzione oraria media mensile in aumento dello 0,1% su base mensile e una revisione al ribasso di 60.000 unità per il totale dei nuovi posti di lavoro di luglio e agosto. L’indice ISM dei direttori degli acquisti del settore servizi degli Stati Uniti si è attestato a 54,9 a settembre, mentre il sottoindice dei prezzi ha raggiunto il livello più alto da luglio 2022. I futures sui Federal Funds indicano una probabilità vicina al 78% che nella riunione di politica monetaria del 28 ottobre i tassi rimangano invariati, ma per dicembre persiste una probabilità significativa di almeno un aumento dei tassi.
Il rendimento del decennale USA si attesta intorno al 5,27%, mentre quello del trentennale è circa al 5,63%; l’indice del dollaro USA si è leggermente ritirato dal massimo degli ultimi 18 mesi inciso lunedì. Nei prossimi giorni seguiranno una serie di eventi chiave che determineranno il percorso dei tassi: martedì gli interventi dei funzionari della Federal Reserve, mercoledì la pubblicazione dei verbali della riunione della Fed di settembre, giovedì i dati sulle nuove richieste settimanali di sussidio di disoccupazione e venerdì la lettura preliminare della fiducia del consumatore dell’Università del Michigan per ottobre. Se i dati sul lavoro o la fiducia dei consumatori dovessero indebolirsi, ciò favorirebbe la quotazione dell’oro; se invece le aspettative inflazionistiche restassero elevate, oppure i verbali della Fed trasmettessero un segnale restrittivo, l’ambiente ad alto rendimento continuerà a pesare sui metalli preziosi.
La situazione dello Stretto di Hormuz e il confronto tra Stati Uniti e Iran rimangono irrisolti, ma con la ripresa delle esportazioni di petrolio dalla regione e l’immissione sul mercato di riserve petrolifere di emergenza, le pressioni a breve termine sui prezzi del greggio si sono alleviate. Nell’ultima settimana di settembre, le esportazioni di petrolio dal Medio Oriente sono rimaste per quattro giorni sopra i livelli pre-conflitto; inoltre, il G7 ha concordato di rilasciare 100 milioni di barili di scorte strategiche di greggio e diesel. L’Arabia Saudita ha abbassato i prezzi del petrolio leggero arabo per le consegne in Asia a novembre, segnalando un miglioramento dell’offerta di petrolio. Tuttavia, i rischi geopolitici rimangono: ulteriori attacchi alle petroliere nello stretto di Hormuz, aggressioni degli Houthi contro obiettivi sauditi e danni alle infrastrutture nella regione del Golfo mantengono alta l’allerta dei trader riguardo a nuovi shock nell’offerta. Il calo dei prezzi del petrolio può ridurre marginalmente la spinta inflazionistica che rafforza il dollaro e i rendimenti obbligazionari statunitensi, favorendo l’oro; tuttavia, le persistenti incertezze sulla sicurezza nell’area portano a mantenere una domanda di oro come bene rifugio, mentre la volatilità del mercato energetico continuerà a rappresentare un elemento chiave nel processo decisionale della Federal Reserve.
Prima dell’apertura di Wall Street, i mercati globali mostrano un certo miglioramento del sentiment di rischio. I futures E-mini Dow Jones salgono di 281 punti (+0,55%); i futures E-mini S&P 500 aumentano di 30,75 punti (+0,39%); i futures E-mini Nasdaq 100 avanzano di 192 punti (+0,61%), con il settore tecnologico AI nuovamente in testa.
Altri mercati internazionali principali: il prezzo del WTI del New York Mercantile Exchange scende, restando sotto gli 88 dollari al barile; il Brent si avvicina a 97,97 dollari al barile. Il rendimento del decennale USA resta vicino al 5,284%. L’indice del dollaro americano si è indebolito, ma resta comunque su livelli elevati.
(Grafico giornaliero dell’oro spot Fonte: Yihuìtōng)
L’obiettivo al rialzo successivo per i compratori dell’oro spot è portare il prezzo stabilmente sopra la zona di resistenza tra 4203,61 e 4230,51 dollari; in caso di rottura efficace, il prossimo target è 4319,61 dollari, seguito da 4330,43 dollari. L’obiettivo ribassista nel breve termine è spingere il prezzo sotto i 4103,52 dollari, mentre ulteriori target al ribasso sono 3996,06 e successivamente 3942,10 dollari. Prima resistenza a 4203,61 dollari, la successiva a 4230,51 dollari; primo supporto a 4164,44 dollari, il successivo a 4103,52 dollari.
Il prossimo obiettivo rialzista per i compratori dell’argento spot è portare il prezzo sopra la fascia 61,744-63,060 dollari; una rottura di tale fascia indicherebbe un target a 65,090 dollari, seguito dalla soglia psicologica chiave a 66,000 dollari. Obiettivo ribassista è invece una discesa sotto 59,960 dollari, con successivo target a 58,940 e 57,640 dollari. Prima resistenza a 61,744 dollari, la successiva a 63,060 dollari; primo supporto a 60,715 dollari, il successivo a 59,960 dollari.
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