"Agent vs Titoli di Stato USA" — Chi guiderà il mercato azionario americano?
L’ondata degli AI Agent e il tasso d’interesse dei titoli di stato USA stanno spaccando Wall Street in due mondi: Meta ha pubblicato il modello Muse, aumentando di 220 miliardi di dollari la capitalizzazione in una sola settimana e trainando il Nasdaq; tuttavia, escludendo i titoli legati all’AI, lo S&P 500 è effettivamente sceso dell’1% questa settimana, mentre il numero di titoli ai nuovi minimi sul NYSE ha superato quello dei nuovi massimi per nove giorni consecutivi, segnalando la quasi fine del “diffusion trade”. Goldman Sachs afferma chiaramente che si tratta di un “frustrante gioco del gatto col topo” tra mercato azionario e tassi d’interesse: ogni break-out può essere subito soffocato dal mercato obbligazionario, costringendo gli investitori azionari a coprirsi shortando i titoli di stato USA.
L’ondata degli AI Agent e il rialzo dei rendimenti dei Treasury USA stanno spaccando Wall Street in due mondi completamente diversi.
Questa settimana, Meta ha presentato il suo modello Agentic AI Muse, facendo aumentare la sua capitalizzazione di mercato di 220 miliardi di dollari in una sola settimana e trainando il Nasdaq 100 che è diventato l’indice principale con la migliore performance. Allo stesso tempo, però, il rendimento dei Bond USA continua a salire, penalizzando gli asset sensibili ai tassi d’interesse: il Russell 2000 è rimasto indietro in modo evidente, l’S&P 500 è rimasto impantanato intorno ai 7700 punti senza mai riuscire a sbloccare un breakout significativo.
La divergenza interna del mercato ha raggiunto livelli estremi. Escludendo i titoli legati all’AI, questa settimana l’S&P 500 ha infatti chiuso con un ribasso di circa l’1%; il numero di azioni a nuovi minimi al NYSE ha superato quelle a nuovi massimi per nove sessioni consecutive, segnando il record negativo più lungo dall’ottobre 2023.
Tony Pasquariello, responsabile globale del business hedge fund di Goldman Sachs, ha definito la situazione attuale come un “frustrante gioco del gatto col topo” tra mercato azionario e mercato dei tassi, e ha dato un consiglio chiaro: se si vuole restare lunghi sull’equity, occorre contemporaneamente andare short sui Treasury USA per coprire il rischio tassi.

Gli AI Agent scatenano performance strutturali, la concentrazione di market cap tocca nuovi record
Il modello Muse di Meta si è imposto come il principale catalizzatore del mercato di questa settimana. Il lancio di questo prodotto Agentic AI ha permesso a Meta di guadagnare 220 miliardi di dollari in capitalizzazione in sette giorni, riportando il gruppo sopra la soglia dei 2.000 miliardi di dollari. Tutta la filiera AI ne ha beneficiato, con il settore dei semiconduttori in testa grazie alla domanda di hardware per l’“economia dell’inferenza”, e una performance diffusa tra i titoli legati agli AI Agent. L’indice Goldman Sachs Agentic AI basket (ticker GSXUAGNT) è salito, e il momentum basket ad alto beta ha messo a segno 9 sedute consecutive di rialzi.
Rich Privorotsky, senior trader di Goldman Sachs, sottolinea che Muse è solo il primo di molti nuovi competitor: nei prossimi mesi sono attesi prodotti simili da Google e OpenAI. Secondo lui, dato che le grandi aziende si occuperanno delle funzioni di sicurezza, infrastruttura e distribuzione, molte frizioni economiche e intermediari verranno eliminati: questo si traduce in un aumento di produttività e, strutturalmente, in una pressione al ribasso sull’inflazione, con effetti complessivi positivi sul mercato azionario.
Un altro elemento chiave è che la concentrazione di market cap a Wall Street è ai massimi storici. Pete Callahan, chief technology analyst di Goldman Sachs, fa notare che oggi nell’S&P 500 ben 10 tech americane TMT superano i 1.000 miliardi di market cap, mentre solo tre anni fa – all’inizio del ciclo AI – erano appena tre.

Profonda divergenza interna al mercato, il “diffusion trade” è morto
L’euforia per l’AI si riflette nella forte restrizione dell’ampiezza del mercato. Questa settimana il comparto tech domina, mentre energia e finanza restano indietro; i Magnifici 7 hanno guadagnato quasi tre volte rispetto alle altre 493 azioni dell’S&P 500. ZeroHedge riporta che il “diffusion trade” è ormai archiviato: a Wall Street, per nove sedute consecutive, le azioni a nuovi minimi hanno superato quelle a nuovi massimi, record più lungo degli ultimi tre anni.
Ma anche all’interno delle azioni AI si notano forti differenze. I titoli legati all’energia per l’AI questa settimana sono andati male, la loro performance è risultata quasi perfettamente inversa rispetto alla probabilità di una vittoria dei Democratici alla Camera nelle elezioni di midterm USA: il mercato teme che, se i Democratici controllassero la Camera, molti progetti attuali e futuri per la costruzione di data center potrebbero essere rinviati a tempo indeterminato, con potenziale impatto negativo sugli investimenti infrastrutturali per l’AI USA.
Inoltre, questa settimana lo spread di credito dei grandi “Hyperscaler” del cloud si è ampliato, ma le loro valutazioni azionarie restano elevate. Goldman Sachs sottolinea che la divergenza tra rischio di credito degli Hyperscaler e volatilità implicita del Nasdaq ha raggiunto livelli anomali; questo gap richiede attenzione.

I Treasury USA sono il principale ostacolo, l’S&P 500 bloccato sotto quota 7700
Il rialzo dei rendimenti dei Treasury USA è stato il principale fattore che ha frenato il mercato questa settimana. Dopo due mesi di congestione intorno ai 7700 punti, martedì l’S&P 500 aveva dato segnali di breakout al rialzo, ma è stato subito “colpito” dal mercato obbligazionario e in serata è tornato sulla base di partenza.
Pasquariello descrive questa dinamica come “un frustrante gioco del gatto col topo” tra equity e tassi: ogni volta che l’azionario prova il break, i tassi salgono subito di pari passo e comprimono il risk appetite; il rialzo dei tassi irrigidisce le condizioni finanziarie e penalizza direttamente gli asset più sensibili ai tassi. Il Russell 2000 è sotto-performance rispetto all’S&P 500 da sei settimane, e Goldman Sachs ammette che i small cap americani sono stati oggetto di vendite costanti dai fondi long-only e dai wealth manager, con il quadro tecnico peggiorato.
A livello di valutazioni, il team equity strategy di Goldman Sachs USA segnala che ormai il mercato assegna uno sconto rispetto alla sostenibilità degli utili provenienti dall’infrastruttura AI: la mediana dei P/E forward per i titoli AI infrastructure è scesa da 32x (aprile 2026) agli attuali 22x. Parte delle attese negative è già scontata nei prezzi.
Goldman Sachs: Long equity solo se coperto, e il breakout ha bisogno di un catalizzatore
Di fronte a questa situazione “spaccata”, Pasquariello raccomanda una strategia chiara: mantenere una posizione equity long solo con una copertura semplice short sui Treasury USA. Basandosi sulla sua scala standardizzata da -10 a +10, il posizionamento long/tecnico del mercato è a +3, segnalando che le posizioni non sono troppo congestionate.
Pasquariello aggiunge che la potenza dei buyback sta rallentando, il volume delle IPO è in crescita e i retail americani sono diventati più prudenti, quindi la struttura di mercato non è ideale. Ma ammette anche che, viste le dinamiche aggressive dei tassi, mantenere la maggior parte dei guadagni è già un successo.
In sintesi, secondo Pasquariello, se dovesse emergere un catalizzatore per il breakout, i capitali speculativi (“fast money”) sarebbero costretti a rincorrere il rialzo; ma finché ciò non accade, il duello tra equity e tassi continuerà. ZeroHedge chiude con una parola: “yet” (ancora nulla).
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