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Il Giappone sarebbe intenzionato a raddoppiare la spesa per la difesa fino al 3,5% del PIL, il Ministero della Difesa smentisce, il rendimento dei titoli di Stato giapponesi raggiunge comunque il massimo degli ultimi trent'anni

Il Giappone sarebbe intenzionato a raddoppiare la spesa per la difesa fino al 3,5% del PIL, il Ministero della Difesa smentisce, il rendimento dei titoli di Stato giapponesi raggiunge comunque il massimo degli ultimi trent'anni

华尔街见闻华尔街见闻2026/09/15 22:46
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Per:华尔街见闻

Secondo quanto riportato, i funzionari della difesa giapponesi hanno espresso la volontà di aumentare significativamente le spese per la difesa durante i colloqui con gli Stati Uniti. Una delle proposte è quella di portare le spese per la difesa al 3,5% del PIL nel corso dei prossimi dieci anni, mentre un altro obiettivo, più basso, è fissato al 3%. In precedenza, i funzionari giapponesi avevano dichiarato che le spese per la difesa e correlate nell’anno fiscale attuale ammontano a circa 68,8 miliardi di dollari, pari circa all'1,9% del PIL nominale del 2022.

Martedì 25, ora locale, sono emerse notizie secondo cui il Giappone starebbe considerando di aumentare notevolmente l'obiettivo di spesa per la difesa nella pianificazione a medio termine, portando a nuove forti turbolenze su un mercato dei titoli di stato giapponesi già sotto pressione. Le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale del Giappone sono improvvisamente aumentate, mentre il rendimento dei JGB di riferimento, un indicatore dei tassi a lungo termine, ha raggiunto un nuovo massimo trentennale. Con la combinazione politica di riduzione delle tasse ed espansione militare portata avanti in parallelo dal Primo Ministro Sanae Takaichi, le sfide nella gestione del debito giapponese stanno attirando sempre più attenzione dagli investitori.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, fonti ben informate hanno riferito che funzionari della difesa giapponese, durante i colloqui con gli Stati Uniti, hanno espresso la volontà di aumentare significativamente la spesa per la difesa. Una delle ipotesi valutate è quella di allinearsi all'impegno preso dalla Corea del Sud, portando la spesa per la difesa al 3,5% del PIL entro dieci anni; un obiettivo alternativo, meno ambizioso, sarebbe il 3%.

Dopo la pubblicazione della notizia, il portavoce del Ministero della Difesa Kimihito Aguin ha subito smentito in conferenza stampa, affermando che il Giappone non ha espresso agli Stati Uniti l'intenzione di aumentare la spesa fino al 3,5% e sottolineando che la costruzione della difesa “si basa su decisioni indipendenti del Giappone” e “non dovrebbe partire da cifre di spesa prefissate”.

Nonostante la smentita dei funzionari giapponesi, il mercato ha reagito in modo rapido e violento alla notizia. Il rendimento del titolo di stato giapponese a 10 anni ha toccato martedì il livello più alto dal 1996, chiudendo al 3,04%, il doppio rispetto a un anno fa; lo yen si è deprezzato fino a 155,24 contro il dollaro, minimo di oltre una settimana. Nel frattempo, il settore della difesa ha performato in controtendenza, con IHI Corp e Kawasaki Heavy Industries che hanno chiuso in rialzo rispettivamente dell'1,8% e dello 0,9%, dopo essere scese di oltre il 2% durante la giornata.

Il Giappone sarebbe intenzionato a raddoppiare la spesa per la difesa fino al 3,5% del PIL, il Ministero della Difesa smentisce, il rendimento dei titoli di Stato giapponesi raggiunge comunque il massimo degli ultimi trent'anni image 0

Pressione di nuova emissione: la spesa per la difesa potrebbe raddoppiare l'attuale ammontare

Se l'obiettivo di portare la spesa per la difesa al 3,5% del PIL dovesse realizzarsi, l'offerta di titoli di stato giapponesi subirebbe uno shock storico.

Secondo le fonti, il Ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha dichiarato ad aprile che le spese per la difesa e le spese correlate di quest’anno fiscale ammontano a 10.600 miliardi di yen (circa 68,8 miliardi di dollari), pari a circa l'1,9% del PIL nominale del 2022; adottando la previsione del PIL nominale dell’Ufficio di Gabinetto come base, la quota reale è solo dell’1,5%. Con la stessa stima di riferimento, l’obiettivo del 3,5% corrisponderebbe a un bilancio di circa 24.000 miliardi di yen, più del doppio rispetto al livello attuale.

Il Ministero della Difesa ha già avanzato per il prossimo esercizio fiscale una richiesta di bilancio record di 8.900 miliardi di yen, in aumento dello 0,9% rispetto a quest’anno. Tuttavia, molte voci di spesa richieste non indicano ancora importi precisi, il che significa che il bilancio finale potrebbe essere molto più elevato. Inoltre, il continuo indebolimento dello yen sta erodendo il potere d’acquisto effettivo del Giappone nell'approvvigionamento di armamenti dall’estero, aumentando ulteriormente il fabbisogno potenziale di spesa.

Contraddizioni fiscali: riduzione delle tasse ed aumento della forza militare, fonti di finanziamento incerte

Il dilemma fiscale per l’attuale governo Takaichi consiste nell’avanzare contemporaneamente il piano di rafforzamento della difesa e le promesse di riduzione fiscale, entrambe richiedenti notevoli risorse finanziarie.

Questa settimana il Gabinetto Takaichi ha approvato un taglio temporaneo dell’IVA sui generi alimentari, riducendo l’imposta sulle vendite di prodotti alimentari e bevande dall’8% all’1% per due anni, con entrata in vigore da aprile dell’anno prossimo, per un totale di circa 5.000 miliardi di yen (circa 32,3 miliardi di dollari). Il governo afferma che non emetterà nuovi titoli di debito per finanziare questa misura, ma il piano di finanziamento concreto è stato rimandato a fine anno.

Il Ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha dichiarato martedì che il governo "revisionerà completamente entrate e uscite", e "definirà il livello di spesa pubblica in modo coerente con la progressiva diminuzione del rapporto debito/PIL", osservando attentamente il gettito fiscale. Ha inoltre affermato che il Giappone si ispirerà all’approccio della Divisione per l’Efficienza del Governo degli Stati Uniti (DOGE), intensificando il taglio dei sussidi e delle spese superflue. Tuttavia, considerando che le revisioni volontarie dei vari ministeri hanno individuato solo tre possibili voci da tagliare, tali dichiarazioni faticano a dissipare i timori dei mercati.

Contestualmente, Sanae Takaichi ha annunciato un piano di investimenti pubblici e privati per la crescita con orizzonte 2040 del valore di oltre 370.000 miliardi di yen, alimentando ulteriormente i timori sulla capacità fiscale giapponese.

Logica di pricing del mercato obbligazionario: normalizzazione della Bank of Japan e rischio fiscale

Il costante aumento dei rendimenti dei JGB riflette un pricing di mercato che tiene conto di diversi rischi cumulativi. Il rendimento decennale ha superato il 3% per la prima volta a inizio mese, evento che non si verificava dal 1996. I fattori trainanti sono le pressioni inflazionistiche, le attese di espansione fiscale e la previsione che la Bank of Japan possa accelerare il ritmo dei rialzi dei tassi.

Secondo l’analista di Iwai Cosmo Securities, Daisuke Aiba: "La reazione del mercato obbligazionario riflette già le preoccupazioni fiscali, ed è difficile che gli investitori abbiano un atteggiamento positivo su questo tipo di notizie. Inoltre, resta il dubbio se il Giappone abbia davvero la capacità di espandere ulteriormente le proprie capacità di difesa oltre i limiti attuali."

Robert Ward, presidente degli studi giapponesi presso l’International Institute for Strategic Studies, ritiene invece che il substrato istituzionale per aumentare significativamente la spesa militare sia già stato posto dai decisori politici e dai burocrati nipponici; la questione resta solo una questione di tempistiche. "Che sia in cinque o dieci anni, considerando l’importanza dell’alleanza USA-Giappone, credo non vi siano alternative", ha dichiarato.

Smentita ufficiale: tra segnali politici e dilemma della comunicazione ai mercati

La smentita del Ministero della Difesa mostra una chiara discrepanza rispetto a quanto riferito dalle fonti informate.

Secondo Bloomberg, alcuni funzionari giapponesi ammettono di non essere ancora pronti a impegnarsi ufficialmente e affermano che, qualora gli obiettivi venissero resi noti, sarebbero smentiti. Il Ministro della Difesa Shinjiro Koizumi, in pubblico, insiste anche sul fatto che l'entità della spesa debba dipendere dalle esigenze militari e non da meri obiettivi monetari.

Questa strategia comunicativa riflette il dilemma del governo giapponese, stretto tra la pressione dei mercati obbligazionari e le aspettative degli alleati. Il Vice Ministro della Difesa statunitense per la politica, Elbridge Colby, ha dichiarato il mese scorso che "desideriamo fortemente che il Giappone investa di più", sebbene gli Stati Uniti abbiano evitato di esercitare pressioni pubbliche.

Vale la pena notare che a giugno il partito liberaldemocratico guidato da Takaichi ha già indicato nei documenti interni che il 3,5% è ormai diventato uno standard globale per la spesa militare, ma non sono state avanzate proposte concrete su come reperire tali risorse. Il nuovo piano quinquennale per la difesa del Giappone è atteso entro la fine dell’anno, offrendo allora segnali politici più chiari al mercato.

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