Dopo i nuovi massimi del mercato azionario giapponese: governance delle partecipazioni incrociate, restringimento dell’ampiezza del mercato e rivalutazione del TOPIX
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- Riassunto del contenuto completo
- Giudizio in una frase: il Giappone è ancora interessante, ma non si può più comprare l’indice a occhi chiusi
- 1. Perché la partecipazione incrociata è ancora importante
- 2. Perché i nuovi massimi dell’indice non sono rassicuranti
- 3. L’hardware AI resta forte, ma non si può contare solo sulle storie
- 4. C’è ancora spazio per la valutazione, ma il margine di sicurezza si assottiglia
- 5. Flusso di capitali: le istituzioni locali comprano, gli investitori esteri non hanno ancora raccolto il testimone
- 6. Allocazione settoriale: puntare sulle direzioni che spiegano la valutazione
- 7. Orologio del momentum: più si va avanti, più bisogna essere selettivi
- 8. In quali circostanze va rivista la valutazione sul Giappone
- Conclusione: dopo i nuovi massimi del Giappone, la chiave sta nel passare dal trading sugli indici a quello selettivo
- Principali fonti di riferimento
Dopo i nuovi massimi della borsa giapponese: governance delle partecipazioni incrociate, restringimento dell’ampiezza di mercato e riprezzamento di TOPIX
Riassunto del contenuto completo
Nell’attuale nuovo massimo della borsa giapponese, quello che conta non sono solo le cifre tonde come “Nikkei 225 sopra i 70.000 punti” o “TOPIX sopra i 4.000 punti”. La domanda più interessante è: dopo questo rialzo, il Giappone è ancora da comprare? E meglio puntare sull’indice o su titoli selezionati?
A mio avviso, la fase finale del rialzo in Giappone non è ancora arrivata, ma la fase più interessante di rivalutazione dei bassi multipli è ormai alle spalle. Il rapporto P/E forward a 12 mesi di TOPIX è circa 16,7, su circa +1,7 deviazioni standard dal 2015; il P/B si aggira su 1,8, vicino a +3 deviazioni standard. A livello di indice, non siamo più a buon mercato. Più preoccupante, l’ampiezza del mercato si sta riducendo: la quota di titoli del TOPIX sopra la media mobile a 200 giorni è scesa da oltre l’85% nell’ottobre 2025 a meno del 50% attuale. Ciò significa che i nuovi massimi non rappresentano un rialzo generalizzato, ma sono trainati da pochi titoli pesanti e tematiche forti.
Detto ciò, non si tratta di un rischio elevato tout court. La governance delle partecipazioni incrociate resta un tema attuale: tra luglio 2025 e giugno 2026, il paniere filtrato delle partecipazioni ha sovraperformato TOPIX di oltre 40 punti percentuali. L’hardware AI, i componenti elettronici, le apparecchiature per semiconduttori e l’automazione industriale stanno ancora offrendo elasticità ai profitti. Il Giappone assumerà quindi le caratteristiche di un mercato selettivo: l’indice, secondo GS, ha ancora un target a 12 mesi di 4.400 punti, cioè spazio di circa il 9%; ma le vere opportunità saranno determinate dall’effettiva applicazione della governance, dalla qualità degli utili e dal recupero dell’ampiezza di mercato.
Giudizio in una frase: il Giappone è ancora interessante, ma non si può più comprare l’indice a occhi chiusi
TOPIX ha chiuso a 4.045 punti, in crescita del 4,2% in una settimana; Nikkei 225 ha chiuso a 71.250 punti, con un +7,9% settimanale. Una crescita notevole, ma ciò non significa assenza di rischi.
Attualmente ci sono tre caratteristiche coesistenti nel mercato giapponese. Primo, hardware AI e manifattura per l’export continuano a trainare l’indice. Secondo, la riforma della governance delle partecipazioni incrociate offre ancora spazio di rivalutazione ai value stock e agli asset a migliorata efficienza del capitale. Terzo, l’ampiezza di mercato si è notevolmente ridotta, con il rally sempre più dipendente da pochi settori dominanti.
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