Alle 20:00, una notizia improvvisa appare, il mondo intero resta perplesso
Fonte: Cerchia di informazione di Wall Street
Oggi si è verificata una scena insolita sui mercati globali:
- I mercati azionari dell'Asia-Pacifico sono leggermente saliti, i future USA sono leggermente saliti, l'indice del dollaro è leggermente salito, il rendimento dei Treasury statunitensi è leggermente salito, il prezzo dell'oro è leggermente salito, il prezzo del petrolio è leggermente salito. “L'aumento simultaneo di tutte le asset class” è spesso uno dei momenti più pericolosi nei mercati finanziari, poiché significa che la logica di copertura cross-asset ha cessato di funzionare (ansia risonante).
Primo, Trump da una parte dichiara di essere vicino alla vittoria, dall'altra minaccia di intensificare il conflitto. Appena dopo le 20:00 nell'Est Asiatico, il Presidente del Joint Chiefs of Staff americano Kane ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a riavviare la guerra con l'Iran in qualsiasi momento, ma il mercato sembra confuso e non ha dato alcuna reazione a questa notizia. La valanga di notizie rende molto cauta l'evoluzione del mercato.
1) Le ultime notizie indicano che le parti stanno valutando di estendere il cessate il fuoco di altre due settimane, per avere più tempo per portare avanti i negoziati. Il Washington Post, citando funzionari anonimi, ha riferito che gli Stati Uniti invieranno in Medio Oriente circa 6.000 soldati nei prossimi giorni per fare pressione sull'Iran e spingerlo a raggiungere un accordo. I negoziati non avanzano sulla base della “fiducia”, ma sulla “pressione competitiva”.
2) Il Pakistan continua a svolgere il ruolo di mediatore e sta aumentando gli sforzi di conciliazione (le parti non dialogano direttamente, segno che la fiducia è ancora molto bassa); un rappresentante pakistano si è già recato in Iran.
3) Trump “non vuole un piccolo accordo marginale”, mentre l'Iran accetterà solo un accordo che ritiene conforme ai propri interessi. Per ottenere un esito che consenta a entrambe le parti di “proclamare una vittoria”, devono essere soddisfatti tre principi: ambiguità (non tutto scritto in modo definitivo), gradualità (non risolvere tutto in una volta), scambio simmetrico (entrambe le parti devono “portare a casa qualcosa”). Ci sarà quindi un accordo che non risolve le questioni di fondo, ma che riesce a evitare il peggior scenario possibile.
Secondo, l'andamento dei mercati azionari statunitensi e del petrolio non è sincronizzato. I mercati azionari USA hanno recuperato tutte le perdite subite dall'inizio del conflitto USA-Iran (con nuovi record storici), mentre il prezzo del petrolio resta ancora superiore del 30% rispetto al periodo pre-bellico (ancora su livelli elevati): uno valuta uno scenario ideale, una traiettoria ottimale (i prezzi anticipano la realtà), l'altro valuta la realtà dei fatti.
Terzo, oggi è di nuovo giovedì e il mercato sarà nuovamente testato sulla fiducia nel fatto che “la guerra stia giungendo alla fine”. Se oggi il mercato scende, aumenta la probabilità di un ulteriore calo domani. Invece, se stasera il mercato chiude in rialzo, la fiducia aumenterà ulteriormente.
L'ultimo punto di svolta del mercato è stato “le brutte notizie non fanno più scendere il mercato”; il prossimo sarà “le buone notizie non fanno più salire il mercato”. Se, una volta ufficializzata “l'estensione del cessate il fuoco di due settimane”, il mercato si limita a salire per poi correggere o resta stabile, allora questo sarà il segnale più pericoloso.
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