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L’indice CPI australiano dovrebbe mostrare un'inflazione persistente a febbraio, rafforzando le prospettive restrittive della RBA

L’indice CPI australiano dovrebbe mostrare un'inflazione persistente a febbraio, rafforzando le prospettive restrittive della RBA

101 finance101 finance2026/03/24 20:42
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Per:101 finance

L’Australian Bureau of Statistics (ABS) pubblicherà l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) per febbraio mercoledì alle 00:30 GMT, con l’inflazione prevista stabile al 3,8% su base annua e piatta su base mensile. Questa pubblicazione arriva mentre la Reserve Bank of Australia (RBA) ha già alzato il suo tasso chiave al 4,10%, evidenziando preoccupazioni riguardo l’inflazione persistente. I responsabili politici rimangono concentrati sui potenziali effetti di secondo livello, mentre i mercati anticipano sempre più un altro aumento dei tassi nei prossimi mesi.

Nel frattempo, gli sviluppi geopolitici stanno giocando un ruolo crescente nelle aspettative di inflazione. L’escalation delle tensioni in Medio Oriente e le interruzioni delle rotte di approvvigionamento energetico stanno spingendo i prezzi del petrolio al rialzo, che potrebbero presto alimentare l’inflazione australiana nei prossimi mesi.

In attesa della pubblicazione, AUD/USD arretra nella giornata, scambiando vicino ai recenti minimi intorno a 0,6960, mentre il Dollaro USA (USD) si stabilizza dopo il suo recente calo.

Cosa aspettarsi dai dati sull’inflazione in Australia?

I dati sull’inflazione di febbraio dovrebbero mostrare pressioni sui prezzi generalmente stabili, ma ancora al di sopra dell’obiettivo del 2%-3% fissato dalla RBA. I mercati si aspettano che l’inflazione annuale rimanga invariata al 3,8% per il terzo mese consecutivo, mentre la lettura mensile dovrebbe scendere allo 0% dopo lo 0,4% di gennaio. L’indicatore preferito dalla RBA, il Trimmed Mean CPI, dovrebbe rimanere stabile al 3,4% su base annua.

Tuttavia, questi dati vanno interpretati con cautela. I dati di febbraio non riflettono ancora completamente il recente aumento dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medio Oriente e dalle interruzioni nello Stretto di Hormuz.

Secondo Westpac, i prezzi del carburante sono effettivamente diminuiti durante il periodo, mascherando parzialmente le pressioni inflazionistiche sottostanti. A livello di componenti, i costi legati all’abitazione come affitti ed elettricità continuano a salire, insieme ai prezzi di istruzione e abbigliamento, mentre i minori costi di carburante e viaggio aiutano a contenere l’inflazione headline.

Guardando avanti, i rischi sono chiaramente orientati al rialzo. Westpac prevede che l’inflazione possa salire intorno al 4,6% su base annua nel trimestre di giugno a causa dello shock energetico. Sebbene l’impatto diretto sull’inflazione core sia atteso più limitato, gli effetti di secondo livello tramite salari e aspettative di inflazione rimangono una preoccupazione fondamentale.

In questo contesto, i mercati continuano a prezzare una posizione hawkish dalla RBA, con aspettative crescenti di ulteriori aumenti dei tassi nei prossimi mesi.

Come potrebbe il report del Consumer Price Index influenzare AUD/USD?

In questo contesto, una lettura dell’inflazione in linea con le attese potrebbe avere un impatto limitato sull’Australian Dollar (AUD), dato che i mercati sono già consapevoli che le pressioni inflazionistiche legate all’energia sono ancora presenti.

Tuttavia, un dato superiore alle attese, soprattutto nel Trimmed Mean CPI, rafforzerebbe le aspettative di un ulteriore irrigidimento della RBA e sostenerebbe l’Aussie.

Al contrario, una sorpresa al ribasso potrebbe pesare sull’Australian Dollar nel breve termine. Detto ciò, le perdite potrebbero rimanere contenute, poiché i mercati già anticipano una ripresa dell’inflazione guidata dai costi energetici.

Più in generale, la direzione di AUD/USD dipenderà non solo dai dati domestici ma anche dal sentimento globale sul rischio e dagli sviluppi geopolitici, che continuano a influenzare sia le aspettative di inflazione che le prospettive per la politica monetaria.

Dal punto di vista tecnico, nel grafico a 4 ore qui sotto, il bias AUD/USD a breve termine è lievemente ribassista mentre la coppia si mantiene sotto una linea di resistenza discendente, con il prezzo che inoltre scambia al di sotto della 100-period Simple Moving Average (SMA) a 0,7059. La SMA ha iniziato a scendere, indicando che i venditori conservano il predominio dopo la recente correzione dall’area 0,7187. Il Relative Strength Index (RSI) intorno a 40 mostra un momentum orientato al ribasso ma non ancora in territorio di ipervenduto, suggerendo spazio per ulteriori pressioni mantenendo comunque la possibilità di rimbalzi intermittenti.

Il supporto immediato è individuato intorno a 0,6950, dove la linea orizzontale coincide con l’ultimo movimento al ribasso, seguito da un livello di supporto più basso intorno a 0,6900 se le vendite dovessero continuare. Sul lato rialzista, la prima resistenza emerge vicino alla regione 0,7060 in linea con la SMA a 100 periodi, che dovrebbe essere recuperata per attenuare la pressione ribassista attuale. Un movimento sostenuto sopra quell’area aprirebbe la strada verso la zona della trend-line intorno a 0,7068, mentre un mancato superamento manterrebbe l’attenzione sui supporti a 0,6950 e 0,6900.

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