NZD/USD rimbalza sulle medie mobili chiave mentre continua la battaglia per mantenersi sopra 0,59
NZD/USD è salito di circa lo 0,6% lunedì, chiudendo vicino a 0,5950 dopo aver toccato 0,5850 nella sessione iniziale. La coppia ha trovato supporto vicino alla Media Mobile Esponenziale (EMA) a 200 giorni prima di recuperare e chiudere sopra l’EMA a 50 giorni, producendo una candela con una lunga ombra inferiore, suggerendo che i compratori stanno difendendo la zona compresa tra 0,5850 e 0,5900. Dalla vetta raggiunta vicino a 0,6090 all’inizio di febbraio, la coppia si è mossa al ribasso, formando massimi decrescenti pur mantenendosi sopra l’area 0,5850.
I dati sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) cinese di lunedì, migliori del previsto (1,3% su base annua contro il consensus dello 0,8%), hanno fornito una spinta alle valute oceaniane, anche se la crisi dello Stretto di Hormuz continua a limitare l’appetito per il rischio. I dati commerciali cinesi di febbraio in uscita martedì rappresentano la prossima prova della domanda regionale, con esportazioni previste al 7,1% su base annua e importazioni al 6,3%.
Sul fronte interno, l’Indice dei Direttori agli Acquisti Business NZ di febbraio per la Nuova Zelanda è atteso giovedì, dopo una lettura solida di 55,2 a gennaio. L’uscita dell’inflazione CPI statunitense di febbraio, prevista per mercoledì, rappresenta l’evento dominante della settimana per il lato US Dollar della coppia, con l’inflazione headline attesa allo 0,3% su base mensile e al 2,4% su base annua.
Grafico giornaliero NZD/USD
Analisi Tecnica
Nel grafico giornaliero, NZD/USD scambia a 0,5936. Il bias di breve termine è lievemente ribassista poiché il cambio continua a ritracciare dai massimi di inizio mese mantenendosi però ampiamente sopra le EMA a 50 e 200 giorni, raggruppate intorno a 0,59 e 0,58, preservando così un contesto rialzista più ampio. L’azione del prezzo è rientrata nell’intervallo recente e l’oscillatore Stocastico è risalito dalla zona dei 30, segnalando un momentum ribassista in attenuazione piuttosto che un’inversione rialzista confermata, il che suggerisce un tono di consolidamento o leggermente negativo finché si resta sotto i massimi recenti.
La resistenza iniziale emerge a 0,6000, dove i recenti massimi di swing si allineano con l’ultima area di rifiuto, seguita da 0,6050 come prossimo ostacolo se i compratori riprendono il controllo. Sul lato ribassista, il supporto immediato si trova a 0,5900, proteggendo da un ritracciamento più profondo verso 0,5850, dove l’EMA a 50 giorni in salita inizia a rafforzare la precedente area di breakout. Una rottura sostenuta sotto 0,5850 esporrebbe la zona 0,5800, più vicina all’EMA a 200 giorni, e indebolirebbe la struttura rialzista di medio termine.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento AI.)
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