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La Federal Reserve approva la riforma degli stress test con un voto di 6 a 1: la volatilità delle richieste di capitale dimezzata, unico voto contrario avverte del rischio di perdita della resilienza

La Federal Reserve approva la riforma degli stress test con un voto di 6 a 1: la volatilità delle richieste di capitale dimezzata, unico voto contrario avverte del rischio di perdita della resilienza

华尔街见闻华尔街见闻2026/09/30 22:26
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Per:华尔街见闻

La Federal Reserve ha ufficialmente approvato due regole definitive volte ad aumentare la trasparenza e a ridurre la volatilità dei requisiti di capitale di circa il 50%. Le nuove regole prevedono una consultazione pubblica sugli scenari dei test di stress e stabiliscono che la media dei risultati dei test effettuati per due anni consecutivi sarà utilizzata per calcolare il buffer di capitale; questo meccanismo di media entrerà in vigore nel 2028. Questa riforma è il frutto di anni di negoziati nel settore bancario e i gruppi di settore l'hanno accolta positivamente. Tuttavia, alcuni critici, come il membro del consiglio Barr, avvertono che la riforma potrebbe indebolire l'efficacia dei test di stress e ridurre la resilienza complessiva del sistema bancario.

La Federal Reserve, con un voto di 6 a 1, ha ufficialmente approvato una riforma significativa del test annuale di stress bancario, ponendo fine ad anni di dispute tra le grandi banche di Wall Street.

Il 30 settembre, la Federal Reserve ha formalmente approvato due regole definitive, mirate ad aumentare la trasparenza ed il controllo pubblico sui test di stress e a ridurre la volatilità dei relativi requisiti di capitale. Queste due regole sono sostanzialmente in linea con i progetti sottoposti a consultazione pubblica nel 2025.

Secondo le nuove normative, la Federal Reserve richiederà pareri pubblici sui vari scenari dei test di stress e sulle modifiche sostanziali dei modelli, aggiornando inoltre il quadro degli scenari ipotizzati, il calendario dei test e i componenti degli shock di mercato globale. La Federal Reserve ha dichiarato che tali cambiamenti dovrebbero ridurre di circa il 50% la volatilità annuale dei requisiti di capitale, senza impattare materialmente sui requisiti complessivi.

L'unico voto contrario, il governatore della Federal Reserve Michael Barr, ha avvertito che questa riforma "indebolirà in modo significativo i test di stress e, di conseguenza, la resilienza delle banche". Anche Christopher Appel, ex funzionario della Federal Reserve e direttore delle politiche bancarie del think tank Better Markets, ha espresso dubbi sull'efficacia concreta della riforma.

Il Consiglio dei governatori della Federal Reserve conduce regolarmente i test di stress per garantire che le grandi banche dispongano di capitali adeguati e siano in grado di continuare a concedere prestiti a famiglie e imprese anche durante gravi recessioni economiche. Nel dicembre 2024, il Consiglio aveva già annunciato una revisione della metodologia dei test di stress, al fine di rafforzare ulteriormente la resilienza del sistema finanziario.

Cambiamenti principali: maggiore trasparenza, calcolo sulla media biennale

La vicepresidente della vigilanza della Federal Reserve, Michelle Bowman, ha affermato in una dichiarazione che questa riforma "mantiene la robustezza dei test di stress garantendo trasparenza, granularità e sensibilità al rischio", fornendo al pubblico maggiori garanzie che i rischi assunti dalle banche siano ragionevolmente riflessi nelle perdite da stress e nei requisiti di capitale.

Il contenuto delle due regole definitive è sostanzialmente conforme alla proposta del 2025.

In primo luogo, la Federal Reserve inviterà il pubblico ogni anno a presentare osservazioni sugli scenari dei test di stress e sulle modifiche rilevanti ai modelli, aggiornando contemporaneamente il quadro di progettazione degli scenari ipotetici, il calendario dei test e la composizione degli shock di mercato globale per le banche con grandi portafogli di trading. Le banche in questione saranno sottoposte ogni anno a due test di shock di mercato globale, e la Federal Reserve utilizzerà lo scenario che genera le perdite maggiori per calcolare i risultati dei test.

In secondo luogo, per calcolare il buffer di capitale di stress, la Federal Reserve prenderà la media dei risultati annuali più recenti degli ultimi due test consecutivi per le istituzioni partecipanti due anni di seguito. Per assicurare che vengano utilizzati solo i modelli soggetti a consultazione pubblica, questo meccanismo di media entrerà in vigore solo dal 2028.

Contemporaneamente, la Federal Reserve ha annunciato l'avvio di una consultazione pubblica per migliorare il modello dei ricavi non d'interesse, al fine di catturare meglio le differenze nei modelli di business delle banche in termini di generazione dei ricavi; la consultazione resterà aperta per 60 giorni dalla pubblicazione nel "Federal Register".

Conflitto nel settore: i contenziosi accelerano la riforma

Questa riforma è il risultato di anni di pressioni da parte del settore bancario.

Il regime dei test di stress è stato introdotto dopo la crisi finanziaria del 2008, con l'obiettivo di valutare la solidità patrimoniale delle grandi banche in uno scenario ipotetico di recessione economica.

Nell'arco del dicembre 2024, la Federal Reserve aveva annunciato l’intenzione di rivedere i test, ma nello stesso mese, rappresentanti del settore tra cui JPMorgan Chase e Goldman Sachs hanno fatto causa alla Federal Reserve, chiedendo maggiore trasparenza e coinvolgimento durante la formulazione delle regole.

Istituti come il Bank Policy Institute e l'American Bankers Association hanno accolto favorevolmente le nuove regole, affermando congiuntamente che:

Maggiore trasparenza e coinvolgimento pubblico portano a un quadro dei test di stress più solido, contribuendo a migliorare la precisione, consentendo una pianificazione del capitale più prudente per le banche regolamentate e portando benefici positivi all’economia nazionale.

Voci critiche: i test rischiano di diventare una "vuota formalità"

Sebbene la riforma sia ampiamente sostenuta, i critici continuano a mettere in dubbio la direzione intrapresa.

Il governatore della Federal Reserve Michael Barr ritiene che questa riforma indebolirà sostanzialmente la stringenza dei test di stress, riducendo così la resilienza complessiva del sistema bancario.

L'ex funzionario della Federal Reserve Christopher Appel adotta una posizione ancor più radicale, sostenendo che la Federal Reserve non dovrebbe più fare affidamento su questa "pratica sempre più vuota" per fissare i requisiti patrimoniali, ma dovrebbe invece considerare i test di stress come uno strumento di vigilanza flessibile, utile a individuare vulnerabilità, sfidare le ipotesi delle banche e spingere per azioni correttive.

All’inizio di quest'anno, tutte le grandi banche hanno nuovamente superato i test di stress annuali e hanno immediatamente restituito ingenti capitali agli azionisti, tramite dividendi e riacquisti di azioni, superando il record storico stabilito nel 2019.

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