L’ondata di vendita nel mercato globale delle obbligazioni si diffonde! Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni raggiunge il massimo dal 1996
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito al 3,075%, spinto da una tripla pressione: la vendita dei titoli di Stato americani, i segnali di rialzo dei tassi della Banca del Giappone e le preoccupazioni sull'espansione fiscale. Il rendimento dei titoli di Stato americani a 5 anni ha superato il 5%, fungendo da innesco, mentre il piano del governo giapponese di portare il bilancio della difesa al 3,5% del PIL ha ulteriormente aumentato il panico sul mercato. Gli analisti avvertono che, con l'indebolimento dell'ultimo ancoraggio dei bassi tassi d'interesse globali, il rischio di un crollo del carry trade sullo yen è in aumento e la volatilità di mercato potrebbe intensificarsi ulteriormente.
Il mercato obbligazionario giapponese ha riaperto dopo la pausa del fine settimana, venendo immediatamente coinvolto nell’ondata globale di vendite di obbligazioni. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è balzato giovedì al livello più alto dall'agosto 1996, raggiungendo, assieme ai rendimenti dei Treasury USA, i massimi da decenni: questo segna una storica rivalutazione sincronizzata nei principali mercati obbligazionari mondiali.
Giovedì il rendimento a 10 anni dei titoli di Stato giapponesi è salito di 10 punti base al 3,075%, quello a 5 anni di 9,5 punti base al 2,37%, segnando incrementi su tutte le scadenze. Nel frattempo, il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è salito anch’esso vicino ai massimi da 19 anni, il rendimento del titolo giapponese a 30 anni è aumentato di quasi 7 punti base al 4,134% e quello a 5 anni ha stabilito un nuovo massimo storico al 2,345%.

Questa ondata di vendite è stata alimentata da diversi fattori combinati: la ripresa del prezzo del petrolio che ha rafforzato i timori inflazionistici, i dati economici statunitensi superiori alle attese che hanno rafforzato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve, e la debole domanda registrata all’asta di Treasury USA a 5 anni per un ammontare di 70 miliardi di dollari, che ha direttamente spinto i rendimenti al rialzo. Dopo tre giorni di chiusura, il mercato obbligazionario giapponese ha subito un forte pressione, con un calo particolarmente marcato.
La vendita di Treasury USA è il fattore scatenante
La forza trainante alla base di questa turbolenza globale nel mercato obbligazionario proviene dagli Stati Uniti. Secondo un report di UOB, il rialzo del prezzo del petrolio, i dati PMI statunitensi superiori alle previsioni e la domanda debole per i Treasury USA a 5 anni si sono combinati, spingendo il rendimento dei Treasury a 5 anni oltre il 5%, il che ha portato al rialzo l’intera curva dei rendimenti dei Treasury a livelli massimi da quasi 20 anni.
I dati economici solidi hanno portato il mercato a rivedere il percorso della politica monetaria della Federal Reserve, raffreddando ulteriormente le aspettative di un taglio dei tassi a breve termine, e in conseguenza mettendo pressione sui tassi a lungo termine. Questo trend si è rapidamente trasmesso ai principali mercati obbligazionari mondiali, colpendo in prima linea quello giapponese.
Il segnale di rialzo dei tassi della Banca Centrale del Giappone provoca un doppio shock
La pressione sul mercato obbligazionario giapponese non viene solo dall’esterno. Venerdì scorso, la Banca Centrale del Giappone ha rialzato il tasso di riferimento e ha lasciato intendere la possibilità di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria, però non ha fornito indicazioni più chiare sui futuri movimenti, deludendo le aspettative degli operatori di mercato.
Questa posizione ha esposto i rendimenti dei titoli giapponesi a una doppia pressione: da una parte, le aspettative del mercato su ulteriori rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale stanno crescendo; dall’altra, l’impatto “di ricaduta” derivante dalla rivalutazione globale dei costi di finanziamento a lungo termine. La combinazione di questi due fattori ha causato un forte pressione di vendita concentrata alla riapertura dopo la pausa.
Vale la pena notare che, secondo Bloomberg, già all’inizio di questo mese, il costo di finanziamento benchmark in Giappone era salito ai massimi da trent’anni dopo che il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent aveva pubblicamente sollecitato Tokio e la Banca Centrale a intervenire per sostenere lo yen debole. L’ulteriore impennata attuale indica che il mercato obbligazionario giapponese sta attraversando il più difficile ciclo di rialzo dei tassi degli ultimi anni.
Le tensioni fiscali aggravano i timori del mercato
Oltre ai fattori di politica monetaria, le prospettive della spesa pubblica giapponese preoccupano ulteriormente gli investitori. Si apprende che il governo giapponese sta valutando di fissare il target di spesa per la difesa a medio termine al 3,5% del PIL, conformandosi agli standard della NATO e dei principali alleati degli Stati Uniti. Queste notizie hanno incrementato le preoccupazioni di mercato sugli ampi piani di spesa del Primo Ministro Sanae Takaichi.
Sotto la doppia pressione di un’inflazione persistente e dell’attesa di un’espansione fiscale, gli investitori chiedono un premio di rischio più elevato per detenere titoli di Stato giapponesi, alimentando ulteriormente questa ondata di vendite. Il continuo incremento dei rendimenti implica che i costi di finanziamento del debito giapponese aumenteranno significativamente in futuro, riportando il tema della sostenibilità fiscale sotto i riflettori del mercato.
Secondo le analisi, questo simultaneo e ampio incremento dei rendimenti tra Giappone e Stati Uniti segna una rivalutazione sistemica dei costi di finanziamento a lungo termine nelle principali economie globali.
La particolarità del mercato obbligazionario giapponese è che, da tempo, rappresenta un punto di ancoraggio per l’ambiente globale a basso tasso d’interesse. Con il rapido aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi, alcune strategie globali di allocazione degli asset che fanno leva sull’arbitraggio in yen sono ora sotto pressione per essere riviste, e la volatilità di mercato potrebbe ulteriormente aumentare.
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