I fondi hedge sono tornati a essere rialzisti sullo yen per la prima volta dopo oltre un anno; le posizioni nette lunghe sono salite a circa 1,6 miliardi di dollari. La volatilità nel mercato valutario è aumentata dopo l’aumento dei tassi di interesse in Giappone e negli Stati Uniti.
I dati più recenti della Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti mostrano che gli hedge fund sono diventati rialzisti sullo yen per la prima volta da luglio 2025.
Secondo le ultime notizie di Zhitong Caijing APP, i dati più recenti della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti mostrano che gli hedge fund sono diventati rialzisti sullo yen per la prima volta dal luglio 2025. Solo poche settimane fa, le autorità americane e giapponesi sono intervenute sul mercato per sostenere lo yen e, con il cambiamento delle aspettative sulle politiche future, i fondi a leva hanno iniziato a scommettere su un ulteriore rafforzamento dello yen.
Alla settimana conclusasi il 15 settembre, i fondi a leva avevano completamente chiuso le precedenti posizioni nette corte su yen e hanno iniziato a costruire posizioni lunghe. Secondo la sintesi dei dati CFTC da parte dei media, questi fondi detengono attualmente posizioni collegate all'apprezzamento dello yen per circa 251 miliardi di yen (circa 1,6 miliardi di dollari).
Per quanto riguarda il numero dei contratti, la posizione sullo yen dei fondi a leva è passata da una precedente posizione netta corta di 53.255 contratti a una netta lunga di 20.069 contratti, evidenziando un’inversione significativa dell’atteggiamento del capitale speculativo verso lo yen. Questo rappresenta inoltre la prima volta, dal luglio 2025, che gli hedge fund globalmente diventano rialzisti sullo yen.

Questo cambiamento di posizione merita attenzione, poiché i dati CFTC riflettono come gli investitori utilizzano i derivati per posizionarsi sul mercato globale dei cambi che vanta un volume medio giornaliero di circa 9.5 trilioni di dollari, fornendo così un importante punto di osservazione sulle aspettative di cambio di hedge fund e gestori patrimoniali.
Il cambio di rotta degli hedge fund a favore dello yen avviene proprio mentre sia la Federal Reserve sia la Bank of Japan hanno attuato questa settimana interventi sui tassi di interesse.
Questa settimana la Federal Reserve ha innalzato il range obiettivo dei Federal Funds di 25 punti base, portandolo tra il 3,75% e il 4,00%. La Fed ha affermato che l'attività economica negli Stati Uniti continua ad espandersi a un ritmo sostenuto e l’inflazione rimane ad un livello elevato; questo aggiustamento della politica mira a far rientrare l’inflazione al target del 2% in modo più tempestivo.
Il 18 settembre anche la Bank of Japan ha annunciato modifiche alla propria linea operativa sul mercato monetario. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della Bank of Japan, dopo la modifica la politica punta a mantenere il tasso di interesse overnight non garantito intorno all’1,25%.
Tuttavia, il segnale politico della Bank of Japan non ha soddisfatto pienamente le aspettative di alcuni operatori. Alcuni investitori infatti speravano che la banca centrale giapponese potesse segnalare in modo più chiaro ulteriori aumenti dei tassi in futuro, esponendo così a breve termine gli investimenti anticipati sullo yen a pressioni di mercato.
Venerdì, lo yen ha registrato una flessione sull’USD fino all’1,3%, per poi ridurre le perdite e chiudere a circa 156,80 yen per dollaro a New York. In altre parole, sebbene gli hedge fund siano drasticamente passati in posizione lunga, i deboli segnali sui futuri rialzi della Bank of Japan hanno temporaneamente messo alla prova queste scommesse.
Nel frattempo, la persistente pressione sullo yen ha nuovamente attirato l’attenzione del mercato sulla possibilità di interventi diretti delle autorità giapponesi sul mercato FX. Secondo le fonti, la Bank of Japan ha già richiesto agli operatori del mercato dati sui livelli attuali del cambio. Queste richieste vengono di norma interpretate come possibili passi preliminari prima di un intervento formale sul mercato valutario da parte delle autorità giapponesi.
Questo movimento è osservato con particolare attenzione perché solo poche settimane fa le autorità statunitensi e giapponesi erano già intervenute per sostenere lo yen. In questo contesto, un nuovo rapido deprezzamento indurrebbe senza dubbio i trader a tenere sotto stretto controllo le azioni ufficiali del Giappone sul mercato.
Non solo i fondi a leva, anche le grandi società di asset management hanno evidentemente aumentato le scommesse sull’apprezzamento dello yen.
Alla settimana conclusasi il 15 settembre, le società di gestione patrimoniale hanno incrementato le posizioni nette lunghe su yen di 54.179 contratti, portando il totale netto a 54.821 contratti. Ciò significa che nei tempi più recenti diversi tipi di capitali istituzionali stanno aumentando l’esposizione rialzista sullo yen.
Per contro, le variazioni delle posizioni sulle altre principali valute risultano differenziate.
I fondi a leva hanno incrementato le posizioni nette corte sull’euro di 4.974 portandole a 51.355 contratti; le posizioni nette lunghe sulla sterlina sono calate di 21.663 a 18.698 contratti; quelle sull’aud sono aumentate di 10.920 a 59.299. Nel frattempo, le posizioni nette corte sul dollaro canadese sono scese di 15.448 a 41.404, mentre quelle nette lunghe sul peso messicano sono aumentate di 7.946 a 90.125.
Per quanto riguarda i gestori patrimoniali, le posizioni nette lunghe sull’euro sono calate lievemente di 906 contratti a 275.565, le posizioni nette corte sulla sterlina sono scese di 17.119 a 88.959, e le posizioni nette corte sul dollaro canadese sono calate sensibilmente di 21.287 a 8.846.
Degno di nota è che, mentre le posizioni lunghe sullo yen sono aumentate rapidamente, i fondi speculativi avevano anche ridotto la loro visione rialzista sul dollaro. Alla settimana del 15 settembre, i fondi speculativi, inclusi i gestori patrimoniali e gli operatori non commerciali, hanno ridotto la posizione lunga complessiva sul dollaro al livello più basso da marzo di quest’anno.
Tuttavia, il movimento del dollaro ha contrastato nettamente il cambiamento di posizione, registrando questa settimana la maggiore crescita settimanale degli ultimi tre mesi. Ciò significa che i trader che avevano ridotto la posizione lunga sul dollaro e virato sullo yen rischiano, nel breve periodo, di trovarsi in difficoltà data la divergenza tra le strategie operative e la reale direzione di mercato.
In una prospettiva più ampia, questi dati CFTC segnalano un cambiamento evidente sul mercato FX: dopo un lungo periodo in cui lo yen era stato penalizzato dal differenziale di tassi USA-Giappone, oggi gli investitori istituzionali danno maggiore importanza alla normalizzazione della politica monetaria giapponese e al potenziale sostegno derivante dagli interventi ufficiali sul cambio.
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