Baisente porta Peashooter a combattere i carri armati, il riacquisto dei titoli di stato USA incontra ostacoli, il rendimento dei Treasury USA a 10 anni raggiunge il massimo degli ultimi tre anni
Attualmente i titoli di Stato USA affrontano molteplici pressioni: prezzi elevati del petrolio che aggravano l'inflazione, aspettative di rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve, un elevato deficit fiscale e un'emissione massiccia di obbligazioni da parte delle aziende. Inoltre, il volume di buyback di 6 miliardi di dollari è inferiore alle aspettative del mercato. Besent aveva precedentemente identificato la riduzione dei rendimenti a lungo termine come obiettivo di politica, ma martedì ha ammesso di non poter modificare il prezzo "equilibrato" dei titoli di Stato. Gli analisti sottolineano che il buyback non è in grado di arrestare la tendenza dei rendimenti guidata dai fondamentali: "Il Tesoro sta combattendo una battaglia contro i carri armati con una fionda".
Le mosse del Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Besent, per ampliare significativamente la dimensione delle operazioni di riacquisto di titoli di Stato hanno incontrato ostacoli di fronte al mercato.
Mercoledì, il Tesoro ha annunciato l'aumento del tetto massimo per una singola operazione di riacquisto di titoli di Stato a lungo termine a 6 miliardi di dollari, triplicando la dimensione originaria prevista lo scorso mese, ma questa intensità non è riuscita comunque a contenere la pressione di vendita sul mercato obbligazionario. Il rendimento dei Treasury a 10 anni ha raggiunto durante la sessione il massimo degli ultimi tre anni, e la pubblicazione della dichiarazione sul riacquisto dei titoli di Stato non ha fatto che proseguire la tendenza al ribasso.

In precedenza, Besent aveva dichiarato chiaramente che abbassare i rendimenti a lungo termine era uno degli obiettivi della sua amministrazione, ma la situazione attuale va in senso opposto—i prezzi elevati del petrolio aumentano i timori di inflazione, le aspettative per ulteriori rialzi dei tassi della Federal Reserve si intensificano, il deficit fiscale resta elevato, e la sovrapposizione di molteplici pressioni mantiene i rendimenti in costante ascesa.
I problemi del mercato obbligazionario si stanno trasmettendo direttamente all'economia reale, I tassi sui mutui degli Stati Uniti hanno superato il livello più alto dell’ultimo anno.
L’effetto “dissuasivo” non si è concretizzato: il mercato chiede di più
L’ampliamento dell’operazione di riacquisto è stato motivato dal fatto che di recente Besent ha pubblicamente lasciato intendere che la dimensione delle operazioni potesse superare i 4 miliardi di dollari, tanto da portare Wall Street a prevedere uno spazio operativo fino a 10 miliardi per singola operazione. Rispetto a queste previsioni, il tetto di 6 miliardi ha deluso il mercato.
“È come se il Tesoro avesse creato un mostro e ora dovesse continuare a nutrirlo”, ha dichiarato Steven Zeng, strategist di Deutsche Bank. Ha sottolineato infatti come il comunicato sui 6 miliardi non abbia prodotto l’effetto “dissuasivo” sperato dagli investitori.
Elias Haddad di Brown Brothers Harriman & Co. si è espresso in modo ancora più diretto: “Al momento, il Tesoro è come qualcuno che va in battaglia contro un carro armato armato solo di una pistola spara-piselli.”
Le richieste di un riacquisto di dimensioni maggiori riflettono la resilienza degli attuali rendimenti a lungo termine. Nel secondo tempo della sessione di mercoledì, il Tesoro degli Stati Uniti ha collocato 39 miliardi di dollari in titoli a 10 anni al rendimento del 4,834%, segnando il nuovo record storico per questa scadenza.
Besent ammette di non poter influenzare il prezzo "di equilibrio" dei rendimenti
Di fronte alla vigorosa reazione del mercato, Besent ha ammesso martedì in un evento in Texas di non poter cambiare il prezzo “di equilibrio” dei titoli di Stato, e che il suo obiettivo si limita a rallentare la velocità delle fluttuazioni di prezzo e a prevenire la diffusione di narrazioni nocive.
Ha attribuito la rapida ascesa dei rendimenti a lungo termine ai timori del mercato riguardo al rischio di insolvenza degli Stati Uniti, definendo queste preoccupazioni “assurde, sebbene siano diventate per un certo periodo la narrazione dominante”.
In questo contesto, Besent ha descritto l’ampliamento dell’attuale piano di riacquisto come una "Treasury Twist", ispirata all’Operation Twist della Federal Reserve storicamente utilizzata per ridurre il costo dei prestiti a lungo termine. Ha anche affermato che le operazioni di riacquisto possono aiutare le banche a cedere titoli meno liquidi, creando spazio per partecipare alle nuove aste di titoli di Stato.
Il responsabile degli economisti di Evercore ISI, Krishna Guha, insieme al suo team, ha scritto in un report ai clienti che la dichiarazione di mercoledì “indica che Besent sta accettando il ruolo limitato dell’operazione di riacquisto”, e ritengono che “con ogni probabilità abbia già realizzato che gli Stati Uniti non possono ostacolare a lungo il trend guidato dai fondamentali sui rendimenti”.
Per abbassare i rendimenti servono ancora molte condizioni
Gli strategist macro di Wells Fargo, Angelo Manolatos e Francis Brown, hanno sottolineato in uno studio che “sono necessari altri fattori scatenanti per far scendere i rendimenti a lungo termine”, elencando alcune possibili condizioni: rallentamento della crescita e dell’inflazione, calo dei prezzi dell’energia, minor incertezza sulla politica della Fed, disciplina fiscale o riduzione delle emissioni di corporate bond.
In termini di segnali di policy a breve termine, mercoledì il Tesoro ha dichiarato che il tetto massimo per ciascuna delle restanti sei operazioni di riacquisto di titoli nominali a lungo termine di questo trimestre non sarà inferiore a 4 miliardi di dollari, il che è in linea con la posizione espressa nel primo annuncio a sorpresa del 19 agosto, senza indicare un ulteriore ampliamento delle operazioni.
Un funzionario dell’amministrazione Trump, citando un reportage di Fox Business, ha affermato che il Tesoro monitorerà regolarmente gli effetti delle operazioni di riacquisto e aggiusterà le dimensioni secondo le condizioni del mercato e le esigenze di liquidità.
Da notare che i 6 miliardi rappresentano il tetto massimo, non il volume effettivo garantito per ogni asta, ma dalle statistiche risulta che, da quando il programma di riacquisto è stato riattivato nel 2024, il Tesoro ha eseguito 52 operazioni di riacquisto a lungo termine e solo due non hanno raggiunto il volume massimo, mentre solitamente tende a utilizzare tutto il plafond disponibile.
Zeng di Deutsche Bank ha anche sottolineato che il “comunicato finale di riacquisto”, pubblicato dal Tesoro alle ore 11 di mattina dello stesso giorno, può sostituire il “comunicato preliminare”, e che pertanto il quantitativo effettivo acquistato potrebbe superare il tetto massimo.
Lo stile interventista suscita dibattito tra gli operatori
L’annuncio a sorpresa del 19 agosto sull’ampliamento delle operazioni di riacquisto è stato pubblicato al di fuori della finestra temporale della consueta comunicazione trimestrale del Tesoro, cogliendo gli investitori di sorpresa e sollevando discussioni su uno stile di gestione del debito pubblico statunitense più "interventista", in netto contrasto con il principio tradizionale di "regolarità e prevedibilità" adottato dal Tesoro.
Diversi investitori e analisti hanno interpretato il rafforzamento del riacquisto come un’espressione esterna dell’ansia dell’amministrazione Trump riguardo al rialzo dei costi di finanziamento a lungo termine, in vista delle elezioni del Congresso di novembre. Con il continuo aumento dei rendimenti dei Treasury, i tassi ipotecari negli Stati Uniti sono ora ai massimi dell’ultimo anno, con un impatto diretto sui consumatori.
Besent ha dichiarato durante un’intervista a Newsmax del 1° settembre: “Mi assicuro che non si verifichino conseguenze negative gravi o importanti.” Ma alla luce dell’attuale performance del mercato obbligazionario, la partita con il mercato è tutt’altro che conclusa.
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