L'allentamento delle tensioni in Medio Oriente riduce la domanda di beni rifugio, l'oro mantiene un andamento laterale
Huìtōng Finance 29 giugno —— L'oro (XAU/USD) è sceso lunedì durante la sessione asiatica fino a circa 4060 dollari, influenzato principalmente dall'accordo tra Stati Uniti e Iran di sospendere le ostilità e pianificare la ripresa dei negoziati, riducendo temporaneamente la domanda di beni rifugio sul mercato. Allo stesso tempo, le aspettative restrittive della Federal Reserve continuano a pesare sulle asset non redditizie, mettendo sotto pressione i prezzi dell'oro. Tuttavia, la situazione in Medio Oriente rimane a rischio di nuove tensioni e l'attesa per i dati sui Non-Farm Payroll statunitensi porta a un aumento dell'incertezza sul mercato: nel breve termine l'oro entra in una fase di consolidamento in alta quota.
Il prezzo dell'oro durante la sessione asiatica di lunedì ha subito una lieve pressione, scendendo a
Dal punto di vista geopolitico, Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i recenti scontri militari nella regione del Golfo e pianificano un nuovo round di negoziati in Qatar. Nei giorni precedenti, l'escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz ha portato a un aumento delle preoccupazioni riguardo la sicurezza dei trasporti petroliferi globali e le prospettive inflazionistiche, spingendo temporaneamente le quotazioni dell'oro verso l'alto. Tuttavia, con l'apertura di una finestra negoziale, l'avversione al rischio si è ridotta e una parte dei capitali è fuoriuscita dagli asset rifugio, esercitando pressione al ribasso sui prezzi dell'oro.
Tuttavia, il mercato resta cauto nella valutazione dello scenario. L'Iran sottolinea che le disposizioni riguardanti il traffico nello Stretto di Hormuz rimangono sotto il suo controllo e avverte che qualsiasi deviazione dalle rotte prestabilite potrebbe inasprire nuovamente le tensioni. Ciò implica che la cosiddetta “distensione” attuale si configura più come una temporanea pausa che come una soluzione strutturale e che il rischio geopolitico può ripresentarsi con facilità.
Dal punto di vista delle politiche macro, il percorso dei tassi della Federal Reserve rappresenta ancora uno dei principali fattori che comprimono l’oro. Le aspettative su un futuro rialzo dei tassi si sono rafforzate: secondo le proiezioni di mercato, attualmente i trader prezzano la probabilità di un rialzo a settembre vicino a
Dal punto di vista logico, una risalita delle tensioni geopolitiche potrebbe spingere al rialzo i prezzi dell'energia, rafforzando le aspettative di inflazione e, dunque, sostenendo quelle per ulteriori rialzi dei tassi. Questa catena di trasmissione “inflazione → rialzi tassi → pressione sull’oro” fa sì che l’oro sia al centro di una complessa dinamica di bilanciamento tra fattori di rischio e pressione sui tassi di interesse. Il dato chiave che il mercato attende questa settimana è la pubblicazione giovedì del rapporto Non-Farm Payrolls (NFP) degli Stati Uniti. Le attese sono per un aumento degli occupati a giugno di circa
In sintesi, l’oro si trova attualmente in una classica situazione di “diminuzione del premio di rischio + aspettative sui tassi di interesse restrittive”, con la volatilità a breve termine guidata da news geopolitiche alternate a dati macroeconomici statunitensi.
Osservando la struttura daily, dopo la corsa rialzista dei giorni scorsi, l’oro entra ora in una fase di consolidamento in alta quota, con prezzi che rimangono
Per quanto riguarda i supporti inferiori, occorre innanzitutto monitorare
A livello di breve periodo (4 ore), dopo il rally si è attivata una struttura correttiva, con il sistema delle medie mobili di breve termine che inizia ad appiattirsi mostrando accenni di flessione, segnale che la spinta rialzista si sta gradualmente esaurendo. Gli indicatori di momentum rimangono in zona neutrale a leggermente ribassista, indicando una fase di consolidamento piuttosto che una vera inversione di trend. Se il prezzo si stabilizzasse sopra i 4000 dollari, ci sarebbero margini per una fase di rimbalzo oscillante; al contrario, una rottura di tale livello potrebbe ampliare ulteriormente la correzione di breve periodo.
In sintesi, il ribasso attuale dell’oro è principalmente causato dalla diminuzione temporanea del premio di rischio geopolitico e dalle aspettative restrittive della Federal Reserve. L’avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran riduce la domanda di breve periodo per asset rifugio, ma la situazione in Medio Oriente resta potenzialmente instabile, fornendo ancora sostegno all'oro.
Da una prospettiva di medio termine, l’oro continua a muoversi in un contesto complicato, caratterizzato da “oscillazione su massimi + aspettative di policy dominanti”, senza una chiara direzione di tendenza. Nel breve termine, è fondamentale monitorare la tenuta del supporto dei 4000 dollari e l’esito dei dati sui Non-Farm statunitensi: saranno questi i due trigger decisivi per la futura direzione dell’oro.
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