Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti è ottimista sulla ripresa della crescita economica al 3%, con tre obiettivi chiave che avanzano costantemente
Con il conflitto in Iran che si avvia gradualmente alla conclusione, il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha rilasciato una valutazione economica ottimista mercoledì 24 giugno (ora locale), affermando che l'economia americana ha buone possibilità di tornare a una crescita annua del 3%.
Attualmente, l'economia statunitense è frenata dalla ripresa dell'inflazione, dall'indebolimento del mercato del lavoro e dalle molteplici pressioni dovute alle politiche tariffarie; la crescita economica ha rallentato visibilmente negli ultimi due trimestri. Tuttavia, le autorità restano fiduciose nelle prospettive di ripresa a medio-lungo termine, ribadendo l'obiettivo di sviluppo "3-3-3" che include crescita economica, deficit fiscale e produzione di petrolio, e affrontando al contempo le difficoltà di bilanciare l'alto disavanzo fiscale con la politica monetaria della Federal Reserve.
Il Segretario al Tesoro diffonde aspettative ottimistiche, ma la ripresa economica affronta forti resistenze
Bessent ha dichiarato: "Quest'anno abbiamo la speranza di raggiungere una crescita economica intorno al 3%. I fondamentali di base dell'economia americana rimangono solidi."
Tuttavia, i dati oggettivi mostrano una pressione significativa sulla crescita a breve termine: nel quarto trimestre del 2025 la crescita annualizzata del PIL statunitense è stata solo dello 0,5%, mentre nel primo trimestre del 2026 è leggermente risalita all'1,6%, con una crescita complessiva per il 2025 del 2,1%.
Molteplici fattori continuano a limitare la crescita economica: la nuova impennata dell’inflazione frena consumi e investimenti, il mercato del lavoro si indebolisce e le tariffe introdotte dal presidente Trump aumentano i costi per le imprese, tutti elementi che allungano il ciclo di ripresa economica.
Bessent ha aggiunto che, prima delle azioni condotte da Stati Uniti e Israele contro l'Iran nel mese di febbraio, la crescita annua dell'economia americana aveva raggiunto quasi il 4%, e l'escalation del conflitto geopolitico ha interrotto il precedente ritmo positivo di ripresa.
Perseverare nel piano di sviluppo “3-3-3”, il miglioramento del deficit ha dei cicli
Bessent ha sottolineato che l’obiettivo principale del piano “3-3-3” da lui proposto resta fattibile: tre indicatori di riferimento comprendono una crescita economica annua del 3%, un disavanzo fiscale pari al 3% del PIL e un aumento della produzione interna di petrolio di 3 milioni di barili al giorno.
Riguardo all’obiettivo chiave di controllo del disavanzo, ha dichiarato: “Entro la fine dell’attuale mandato presidenziale, il rapporto tra deficit fiscale e PIL potrà tornare nella fascia del 3%. Solo raggiungendo questo dato il governo americano potrà continuare a ridurre il rapporto tra debito complessivo e dimensione dell’economia.”
Nel 2023 e nel 2024 il deficit fiscale statunitense ha superato il 6% per due anni consecutivi, scendendo leggermente al 5,8% a fine 2025. Mantenere un deficit elevato in tempo di pace è storicamente raro e deriva principalmente dagli effetti ritardati degli stimoli fiscali su larga scala durante la pandemia. Nei primi otto mesi dell’anno fiscale 2026, il disavanzo ha raggiunto 1,25 trilioni di dollari, in leggero calo del 9% su base annua, mentre il pagamento degli interessi sul debito è diventato la seconda voce di spesa pubblica dopo la previdenza sociale, aggravando ulteriormente il bilancio federale.
La pressione del debito alimenta la richiesta di taglio dei tassi, la Casa Bianca si fida del nuovo presidente della Federal Reserve
L’alto costo degli interessi ha portato il presidente Trump a chiedere ripetutamente un taglio del tasso di riferimento della Federal Reserve, nel tentativo di alleggerire il peso del debito federale. Tuttavia, visto il ritorno dell’inflazione nel corso dell’anno, la Fed ha scelto di rinviare il ciclo di taglio dei tassi, mantenendo un orientamento di politica monetaria complessivamente restrittivo.
Di fronte alle preoccupazioni dei mercati sull’orientamento futuro della politica monetaria, Bessent ha dichiarato che il presidente Trump ha piena fiducia nel nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, riconoscendone la capacità di elaborare una politica monetaria adeguata all’attuale contesto di inflazione, occupazione e crescita.
In generale, l’allentamento delle tensioni geopolitiche offre un supporto esterno alla ripresa economica americana e il Segretario al Tesoro mantiene un’aspettativa chiara di crescita al 3%. Mercoledì scorso, il mercato ha già reagito in anticipo alla relativa resilienza dell’economia statunitense e alle attese sulle politiche, con l’indice del dollaro che ha toccato il massimo da oltre un anno a quota 101,80, a conferma della forza mostrata dalla valuta americana. Nel breve termine, inflazione elevata, alto deficit pubblico e politica monetaria restrittiva restano fattori restrittivi che è difficile evitare, anche se gli obiettivi di sviluppo a medio e lungo termine non sono stati rivisti.
Nel prossimo periodo, il mercato continuerà a monitorare i cambiamenti nell’energia e nell’inflazione dopo la conclusione del conflitto in Iran, così come le prossime decisioni di politica monetaria di Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve: questi due aspetti decideranno insieme se l’economia americana riuscirà a raggiungere l’obiettivo di ripresa nei tempi previsti.
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