SpaceX rende il Mag 7 "un po' superato"? Wall Street deve trovare nuovi soprannomi cool per le big tech
Fonte: Trasmissione dei Mercati Globali
SpaceX la scorsa settimana ha fatto un ingresso trionfale sul mercato con una valutazione superiore ai 2 trilioni di dollari, superando due delle aziende del cosiddetto “Magnificent 7” di Wall Street (Mag 7), e sollevando una domanda cruciale: questa definizione di “sette giganti” è ancora adeguata? Se non lo è, cosa dovrebbe sostituirla?
La quotazione in borsa di SpaceX è stata la più grande IPO nella storia degli Stati Uniti, portando la capitalizzazione di mercato di SpaceX oltre quella di due membri dei “sette giganti”: Tesla, altra azienda guidata da Musk, e Meta. Secondo alcuni analisti, con società come OpenAI e Anthropic che si preparano a debuttare in borsa con valutazioni da trilioni di dollari, questo club potrebbe dover cambiare nome molto presto.
Shay Boloor, chief market strategist di Futurum Equities, afferma che con l'ingresso di SpaceX, “diventa molto difficile continuare a usare ‘Mag 7’ come abbreviazione per i leader di mercato, dal momento che una delle aziende più importanti al mondo viene esclusa da questa etichetta.”
Queste classificazioni non sono suddivisioni ufficiali del mercato, ma piuttosto delle etichette abbreviate create da strateghi, investitori e media per identificare le azioni a grande capitalizzazione più popolari di un determinato momento. Tali definizioni hanno una lunga storia, dai “Nifty 50” degli anni ’60 e ’70 ai “Four Horsemen” al culmine della bolla internet degli anni ’90.
L’IPO di SpaceX ha scatenato una corsa all’ideazione di un nuovo acronimo più accattivante.
Sulla piattaforma X, un soprannome che sta guadagnando popolarità è “MANGOS”, che rappresenta Meta, Anthropic, Nvidia, Alphabet, OpenAI e SpaceX. Tuttavia, questa combinazione non ha una definizione standard: alcuni interpretano la “A” come Apple, attualmente la terza maggiore società statunitense per capitalizzazione di mercato.
“Abbiamo già iniziato a usare questa denominazione internamente, e sta guadagnando terreno anche nel settore,” ha dichiarato Aga Kuplinska, vicepresidente senior per lo sviluppo prodotto di Tidal Financial Group. L’azienda aiuta le società di gestione patrimoniale nel lancio di ETF.
Dan Boardman-Weston, CEO di BRI Gestione Patrimoniale, propone invece il concetto di “Magna Atoms”: ai “sette giganti” si aggiungono SpaceX, OpenAI e Anthropic.
Performance dei “sette giganti”
Il termine “sette giganti” è stato coniato da Michael Hartnett, chief investment strategist di Bank of America Global Research, alla fine del 2023 per descrivere i sette titoli tecnologici principali: Nvidia, Apple, Amazon, Alphabet, Meta, Tesla e Microsoft.
Con il boom dell’AI che spinge i mercati azionari a nuovi massimi e nuovi arrivi tra le aziende dal trilione di dollari, le graduatorie restano in costante evoluzione.
Bank of America in un rapporto del 22 maggio ha introdotto il concetto dei “dieci giganti dell’AI”, aggiungendo Broadcom, Micron Technology e AMD Semiconduttori ai soliti sette, per riflettere le sorprendenti performance del settore dei semiconduttori nell’ultimo anno. Secondo LSEG, il peso dei “dieci giganti dell’AI” sull’indice S&P 500 supera il 40%.
Queste etichette si sono già evolute più volte: da FANG a FAANG, fino ai “sette giganti”, ogni cambiamento riflettendo la nuova composizione delle aziende leader di mercato.
FANG comprendeva Facebook, Amazon, Netflix e Google. FAANG aggiungeva Apple, mentre i “sette giganti” sostituivano Netflix con Microsoft, Nvidia e Tesla, rappresentando un ricambio continuo dei leader della borsa.
“Il termine ‘sette giganti’ è in uso da diversi anni. Forse il mercato attende qualcosa di nuovo,” commenta Dustin Thackeray, chief investment officer di Crewe Advisors.
Naturalmente, non tutti credono che questo vecchio soprannome sia destinato a sparire.
“L’etichetta ‘sette giganti’ non scomparirà,” ha affermato Nvidia, CEO di Roundhill Investments. “È ormai radicata nella percezione di investitori e media sulle grandi aziende tecnologiche di riferimento. In futuro ciò che potrebbe emergere è un’integrazione del termine, non una sua sostituzione.”
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