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EUR: La BCE resta indietro rispetto alla Fed nell'affrontare l'inflazione – Commerzbank

EUR: La BCE resta indietro rispetto alla Fed nell'affrontare l'inflazione – Commerzbank

101 finance101 finance2026/03/31 07:02
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Per:101 finance

L’euro fatica nonostante gli aggiustamenti di politica della BCE

Michael Pfister di Commerzbank sottolinea che, sebbene la Banca Centrale Europea (BCE) abbia subito un cambiamento più significativo nelle aspettative di inasprimento rispetto alla Federal Reserve dopo la recente crisi energetica, l’euro (EUR) rimane comunque indietro rispetto al dollaro statunitense (USD) in termini di reale sostegno politico. Egli evidenzia che le previsioni di inflazione per l’Eurozona sono aumentate in modo molto più ripido rispetto a quelle degli Stati Uniti, suggerendo che la BCE rimanga meno proattiva rispetto alla Fed. Di conseguenza, l’USD probabilmente manterrà la sua forza se il conflitto persiste.

I cambiamenti di politica della BCE non riescono a rafforzare l’euro

Pfister spiega che, sebbene le aspettative di intervento da parte della BCE siano state riviste in modo più aggressivo rispetto alla Fed, la differenza è chiara: dall’inizio della guerra, i mercati hanno prezzato un inasprimento di 40 punti base per la Fed su sei mesi, rispetto ai 60 punti base della BCE. Questo divario rimane anche guardando alla riunione di dicembre, anche se per allora si prevede un leggero ulteriore inasprimento.

Tuttavia, egli sottolinea che le aspettative di inflazione sono il fattore chiave per valutare quale banca centrale sia più assertiva. Una valuta tende a beneficiare dei rialzi dei tassi solo se l’impatto dell’inflazione viene più che compensato. Storicamente, la Fed è riuscita a gestire bene questo equilibrio, mentre la BCE ha spesso permesso l’erosione del potere d’acquisto.

Analizzando le tendenze dell’inflazione, Pfister osserva che le proiezioni dell’inflazione dell’Eurozona sia per il 2022 sia per il 2026 sono state riviste molto più bruscamente rispetto a quelle degli Stati Uniti, dove le aspettative per il 2026 sono cambiate a malapena.

Alla luce di questi sviluppi, conclude che se la guerra dovesse continuare, il dollaro statunitense manterrà probabilmente il suo vantaggio sull’euro.

(Questo articolo è stato realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e revisionato da un editor.)

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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