La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran rompe lo "schema storico". Deutsche Bank: l'andamento delle azioni statunitensi si discosta dai modelli passati, i fondi CTA potrebbero continuare a ridurre le posizioni.
Secondo quanto riportato da Italian Finance Insight, sullo sfondo della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran che continua a intensificarsi, i mercati globali stanno gradualmente deviando dal “copione storico”. Un mese fa, quando la guerra è scoppiata, molti investitori istituzionali prevedevano generalmente che questo evento geopolitico si sarebbe concluso rapidamente e puntavano su una rapida ripresa dei mercati azionari.
Questa previsione era principalmente basata sull’esperienza storica. Il team di strategia di Deutsche Bank ha mostrato nei suoi dati statistici che, durante i precedenti shock geopolitici, l’indice S&P 500 impiegava in media circa 16 giorni di trading per toccare il minimo e completava il recupero in circa 109 giorni. Tuttavia, questa media è fortemente influenzata dalla situazione estrema successiva all’embargo arabo del petrolio nel 1973, quando l’indice S&P 500 ha impiegato oltre cinque anni e mezzo per recuperare completamente le perdite.
Ad oggi, l’andamento del mercato è già iniziato a discostarsi da questa regola. Venerdì scorso ha segnato il ventesimo giorno di trading dall’inizio del conflitto e, dalla chiusura del 27 febbraio, l’indice S&P 500 è diminuito complessivamente di circa il 7,4%, superando già la media delle precedenti crisi geopolitiche, che era del 6,1%, a dimostrazione dell’impatto più profondo di questo evento.
Nonostante nella mattinata di lunedì, dopo che il presidente americano Trump ha dato segnali di progresso nei negoziati, il mercato abbia registrato un rimbalzo da “buy the dip”, la crescita non è risultata sostenibile, mostrando che la fiducia degli investitori resta fragile.
Dal punto di vista dei flussi di capitale, gli investitori istituzionali hanno chiaramente ridotto la propria esposizione al rischio. I dati di Deutsche Bank mostrano che gli investitori attivi attualmente hanno una posizione sottopesata sulle azioni, ma c’è ancora spazio per ulteriori riduzioni. Nel frattempo, i fondi di strategie sistematiche, inclusi i CTA, hanno portato l’allocazione azionaria al di sotto del livello neutrale per la prima volta da luglio; se il mercato non rimbalzerà o la volatilità dovesse aumentare ulteriormente, queste tipologie di fondi potrebbero continuare a ridurre i loro portafogli.
Gli indicatori di sentiment di mercato evidenziano un aumento della tensione. L’indice di volatilità S&P 500 VIX, conosciuto come “indice della paura”, ha chiuso lunedì sopra i 30, un livello che solitamente indica uno stato di allerta elevata sui mercati.
Guardando alla performance degli indici, lunedì l’S&P 500 ha perso lo 0,39% (UTC+8), il Nasdaq ha perso lo 0,73% (UTC+8), mentre il Dow Jones è salito leggermente dello 0,11% (UTC+8).
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