L'indice del dollaro USA rimane generalmente forte sopra 100,00 mentre persistono le preoccupazioni per le crescenti tensioni con l'Iran
L'Indice del Dollaro USA Rimane Vicino al Massimo di Due Settimane tra le Tensioni in Medio Oriente
Durante la sessione asiatica di lunedì, l'US Dollar Index (DXY)—che misura la forza del dollaro contro un paniere di sei principali valute—ha registrato una lieve flessione attestandosi attorno a 100,15 dopo essere sceso dal precedente massimo di 100,35. Nonostante questa modesta discesa, l'indice rimane vicino al suo livello più alto delle ultime due settimane.
Il Dollaro USA ha iniziato la giornata con toni più forti, sostenuto dalle crescenti preoccupazioni per il conflitto in intensificazione in Medio Oriente, dopo le notizie riguardanti una possibile invasione terrestre statunitense dell’Iran. I crescenti rischi geopolitici hanno aumentato la domanda di asset rifugio come il dollaro.
Giovedì scorso, il Wall Street Journal ha riportato che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta valutando l’invio di ulteriori 10.000 truppe in Iran per possibili operazioni terrestri. In risposta, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito—come riportato dalla BBC—che l’Iran risponderà con forza a qualsiasi incursione militare degli USA.
Un’offensiva terrestre statunitense potrebbe intensificare ulteriormente il conflitto in corso in Medio Oriente, potenzialmente causando interruzioni nelle forniture energetiche e un aumento dei prezzi del petrolio. Attualmente, il WTI crude oil è aumentato di quasi il 2,5%, scambiando sopra i 102 dollari al barile.
I prezzi del petrolio persistentemente elevati stanno portando gli operatori a prevedere una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve quest’anno. L’orientamento aggressivo della Fed è stato rafforzato dai crescenti costi del petrolio, che hanno portato ad un aumento dei prezzi della benzina negli Stati Uniti.
I dati dello strumento CME FedWatch indicano che i partecipanti al mercato hanno per lo più escluso la possibilità di un taglio dei tassi, ora assegnando una probabilità del 24,6% ad almeno un aumento dei tassi entro la fine dell’anno—un cambiamento significativo rispetto alle precedenti aspettative di due tagli prima dell’escalation del conflitto.
In altre notizie correlate, il Presidente Donald Trump ha dichiarato al Financial Times di essere ottimista riguardo il raggiungimento di un rapido accordo con l’Iran.
Guardando avanti, il calendario economico USA di questa settimana è ricco di appuntamenti, evidenziati dalla pubblicazione dei dati sui Nonfarm Payrolls (NFP) di marzo, prevista per venerdì.
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