Crollo notturno, salvataggio fallito
Fonte: Cerchia di Informazioni di Wall Street
La chiusura dei mercati globali di venerdì è stata devastante: il mercato azionario statunitense, i titoli di stato americani e oro sono crollati, mentre il prezzo del petrolio ha continuato a salire.
Se non arriveranno buone notizie durante il fine settimana, l'apertura di lunedì sarà ancora una volta sanguinosa.
Ora siamo vicini a quella pericolosa combinazione:
· Un rendimento del 4,5% sui titoli del Tesoro USA a 10 anni (chiuso al 4,4%): non è un numero qualsiasi, rappresenta la soglia a partire dalla quale gli asset rischiosi iniziano a ricalcolare i loro valori (attivazione della rivalutazione).
· Prezzo del petrolio a 120 dollari (Brent chiuso a 113 dollari): è la "linea di taglio sensibile" per i consumatori globali, la "linea del suicidio economico".
Se si verificasse questo scenario, anche senza un peggioramento del conflitto in Medio Oriente, il mercato subirebbe un nuovo crollo e sarebbe più difficile giocare la carta del "salvataggio delle banche centrali".
Ieri sera, la Federal Reserve ha avviato il primo intervento di salvataggio da quando è scoppiata la guerra in Iran; un'ora prima dell'apertura dei mercati statunitensi, i membri della Federal Reserve, Waller e Bowman, sono intervenuti simultaneamente per rassicurare i mercati.
Waller, intervistato da CNBCintervista, ha dichiarato di essere cauto riguardo all’impatto dell’aumento del prezzo del petrolio sull’inflazione nel contesto della guerra in Iran, ma il mercato del lavoro debole potrebbe comunque fornire motivazioni per un taglio dei tassi più avanti nel corso dell’anno.
Bowman ha affermato di continuare a sostenere tre tagli dei tassi entro la fine del 2026, nella speranza di sostenere il mercato del lavoro (un’aspettativa ancora più audace rispetto a quelle più aggressive del mercato).
È sorprendente che il mercato non solo non abbia ascoltato gli interventi dei funzionari della Federal Reserve, ma abbia agito in senso opposto: i prezzi dei contratti sui tassi a breve termine di venerdì mostrano che il mercato ritiene che la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre sia ora superiore al 50% (la logica del taglio è stata abbandonata).
L’andamento di ieri sera dimostra che il mercato considera il "salvataggio verbale" della Federal Reserve ormai incapace di contrastare le "vere fiamme" del Medio Oriente: siamo entrati in un mercato in cui "nessuno offre garanzie".
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