Il dollaro continua a guadagnare slancio all'inizio della settimana
I Prezzi del Petrolio Schizzano, Rafforzando lo Slancio del Dollaro
I prezzi del petrolio greggio stanno registrando un forte aumento oggi, con il WTI crude che avanza di quasi il 5% avvicinandosi a $74,65. Questa ritrovata forza nei mercati petroliferi ha contribuito a ravvivare la dinamica del petrodollaro, aiutando il dollaro statunitense a sovraperformare questa settimana. Ciò accade dopo che il dollaro aveva precedentemente perso parte del suo fascino come asset rifugio durante l’ultimo anno.
L’aumento dei prezzi del petrolio sta inoltre esercitando pressioni sullo yen giapponese, mentre la Swiss National Bank ha segnalato la propria disponibilità a intervenire per frenare l’apprezzamento del franco svizzero in mezzo alle continue tensioni in Medio Oriente. Questi fattori hanno creato condizioni favorevoli per il dollaro, e molti trader—che in precedenza scommettevano contro il biglietto verde—stanno ora cambiando posizione a suo favore.
Con il rally odierno, gli indicatori tecnici stanno iniziando ad allinearsi con il trend rialzista del dollaro. Questo cambiamento potrebbe fornire lo slancio necessario affinché il dollaro mantenga la sua forza nelle prossime settimane.
Grafico giornaliero EUR/USD
Coppie di Valute Chiave Affrontano Punti Tecnici Cruciali
All’inizio dell’anno, EUR/USD sembrava pronto per ulteriori guadagni, superando anche brevemente il livello di 1,2000. Tuttavia, dopo i segnali di cautela della Banca Centrale Europea, la coppia ha faticato a mantenere lo slancio rialzista.
Ora, con i trader che stanno chiudendo le posizioni corte sul dollaro, l’euro è sotto una nuova pressione. Il calo di questa settimana minaccia di spingere EUR/USD al di sotto sia della media mobile a 100 giorni (linea rossa) sia di quella a 200 giorni (linea blu) contemporaneamente—un evento tecnico significativo se confermato.
L’ultima volta che EUR/USD ha scambiato al di sotto di entrambe queste medie mobili chiave è stato nel marzo dell’anno precedente, sottolineando l’importanza di questa potenziale rottura. Se questo livello dovesse cedere, l’attenzione potrebbe rapidamente spostarsi verso la zona di 1,1500, aprendo la strada a una più marcata correzione a breve termine.
Debolezza tecnica simile sta emergendo anche su GBP/USD, che è sceso al livello più basso degli ultimi quasi tre mesi dopo aver rotto nettamente il supporto a 1,3400.
Nel frattempo, USD/CHF è salito di un ulteriore 0,7% raggiungendo 0,7843, sostenuto dalle azioni della Swiss National Bank. AUD/USD è sceso di un ulteriore 0,4% a 0,7063 dopo un breve rimbalzo notturno. Se il supporto vicino a 0,7025-0,7030 dovesse fallire, l’attenzione si sposterà sulla soglia di 0,7000, segnalando potenzialmente ulteriori ribassi per il dollaro australiano.
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