Russia e Iran conducono esercitazioni navali, gli Stati Uniti affermano che “raggiungere un accordo sarebbe la scelta saggia” da parte dell’Iran
Punti chiave
- Secondo alcuni resoconti, l’amministrazione Trump starebbe valutando una nuova azione militare contro l’Iran; la Casa Bianca ha dichiarato che per l’Iran raggiungere un accordo sarebbe la scelta più saggia.
- Stati Uniti e Iran stanno conducendo negoziati a Ginevra, in Svizzera, cercando una soluzione diplomatica alla questione del programma nucleare iraniano.
- Recentemente l’Iran ha tenuto esercitazioni militari nello strategico Stretto di Hormuz e ha annunciato esercitazioni navali congiunte con la Russia nel Mar d’Oman.
Alcuni resoconti affermano che la Casa Bianca starebbe valutando di lanciare una nuova azione militare contro l’Iran già nel prossimo fine settimana; l’amministrazione Trump ha avvertito che per l’Iran raggiungere un accordo sarebbe la scelta più saggia.
In precedenza, il vicepresidente americano JD Vance ha accusato l’Iran di non aver risposto alle principali richieste americane durante i colloqui nucleari di questa settimana in Svizzera. Il ministro degli Esteri iraniano aveva invece dichiarato che i negoziati avevano fatto progressi e che le parti avevano raggiunto un consenso sui “principi guida” dei negoziati.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato mercoledì in una conferenza stampa che “ci sono molte ragioni e basi per colpire l’Iran”, sottolineando che su alcune questioni le divergenze tra Stati Uniti e Iran “restano ampie”.
Leavitt ha ricordato che a giugno dello scorso anno il presidente degli Stati Uniti ha condotto un’operazione “di grande successo” — i bombardieri stealth americani hanno attaccato tre strutture nucleari iraniane, in un’azione denominata “Operazione Martello di Mezzanotte”.
“Tuttavia, il presidente ha sempre dichiarato chiaramente che, per l’Iran o per qualsiasi altro paese al mondo, la diplomazia resta sempre la prima scelta. Raggiungere un accordo con il presidente Trump e con questa amministrazione sarebbe una scelta estremamente saggia per l’Iran.” ha affermato Leavitt.
La Casa Bianca afferma di sperare ancora in una soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana, ma secondo i media statunitensi l’esercito americano potrebbe colpire l’Iran già nel fine settimana.
Una situazione “estremamente pericolosa”
Nelle ultime settimane, sia Stati Uniti che Iran hanno rafforzato le attività militari nella regione petrolifera del Medio Oriente.
Gli Stati Uniti hanno dispiegato ingenti forze aeree e navali nella regione; l’Iran ha invece condotto esercitazioni militari nello strategico Stretto di Hormuz e ha annunciato esercitazioni navali congiunte con la Russia nel Mar d’Oman.
Laura James, analista senior per il Medio Oriente presso Oxford Analytica, ha definito la situazione attuale “estremamente pericolosa”, affermando che la possibilità di uno scontro diretto tra Stati Uniti e Iran “è aumentata notevolmente rispetto alla scorsa settimana”.
“Ciò che preoccupa particolarmente nelle ultime 24 ore è che gli Stati Uniti stanno rafforzando la loro presenza aerea nella regione a una velocità impressionante. Ovviamente potrebbe essere un segnale per esercitare pressioni al fine di raggiungere uno specifico risultato diplomatico.” ha dichiarato James giovedì durante un’intervista alla trasmissione ‘Inside Middle East’ di CNBC.
“Tuttavia, man mano che il numero di aerei e attrezzature cresce, il costo di questo segnale diventa sempre più alto. Di conseguenza, anche le aspettative di un ritorno diplomatico devono essere più elevate — e al momento non ci sono segnali che l’Iran possa soddisfare le richieste minime che potrebbero essere avanzate da Washington.” ha aggiunto.
Prezzo del petrolio
Gli operatori dei mercati energetici seguono da vicino i progressi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran a Ginevra, in particolare gli sviluppi legati allo Stretto di Hormuz. Martedì, l’Iran ha parzialmente chiuso questo importante corridoio internazionale per “motivi di sicurezza”.
Lo Stretto di Hormuz, situato tra l’Oman e l’Iran, è uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il petrolio.
Secondo i dati della società di intelligence di mercato Kpler, nel 2025 circa 13 milioni di barili di petrolio al giorno transiteranno attraverso lo Stretto di Hormuz, pari a circa il 31% del traffico mondiale di petrolio via mare.
Giovedì i prezzi del petrolio sono aumentati, proseguendo il rialzo della seduta precedente (quando avevano chiuso in crescita di oltre il 4%).
Il contratto future di aprile sul Brent, il benchmark internazionale, è salito dell’1,5%, a 71,41 dollari al barile; il contratto future di marzo sul West Texas Intermediate statunitense è salito dell’1,7%, a 66,27 dollari al barile.
Editor: Guo Mingyu
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