Il ribasso giapponese si ribalta e ora scommette sulla forza dello yen contro dollaro, sterlina e franco (prevede +8% vs. CHF)
Un investitore si mostra rialzista sui titoli di Stato giapponesi e sullo yen dopo la chiarezza delle elezioni.
Riepilogo:
Bloomberg riporta che Nash diventa rialzista sui JGB, acquistando titoli a 10 anni dopo la chiarezza elettorale.
La stabilità politica viene vista come un catalizzatore, con i rendimenti in netto calo dopo la vittoria di Takaichi.
Acquisto di yen contro dollaro e sterlina, segnando un riposizionamento strategico nel mercato FX.
Prevista un'apprezzamento dello yen dell'8-9%, in particolare contro il franco svizzero.
Il cambiamento riflette la diversificazione dagli asset statunitensi in un contesto di incertezza sulle politiche.
Un noto investitore globale nel mercato obbligazionario si è mostrato rialzista sui titoli di Stato giapponesi e sullo yen dopo la vittoria elettorale decisiva del Primo Ministro Sanae Takaichi, sostenendo che la rimozione dell'incertezza politica segna un punto di svolta per i mercati giapponesi.
Secondo Bloomberg, Mark Nash di Jupiter Asset Management ha acquistato titoli di Stato giapponesi a 10 anni (JGB), chiudendo una storica posizione corta e posizionandosi per un rally sostenuto. Considera il forte mandato di Takaichi come una forza stabilizzatrice che offre chiarezza sulle politiche e riduce le preoccupazioni sulla direzione fiscale e monetaria.
I rendimenti dei titoli giapponesi avevano raggiunto massimi pluridecennali a causa dell'aumento dei tassi globali e dell'incertezza politica interna. Tuttavia, dopo le elezioni, i rendimenti a lunga scadenza sono scesi drasticamente, con il rendimento trentennale in calo di circa 40 punti base in meno di un mese mentre gli investitori rivalutavano il rischio. Nash sostiene che la chiarezza fornita dall'esito elettorale abbia modificato il sentiment sulla parte lunga della curva.
Oltre alla strategia obbligazionaria, Nash sta effettuando una scommessa esplicita sul mercato dei cambi. Ha acquistato yen contro dollaro USA e sterlina e prevede un significativo apprezzamento contro il franco svizzero. Vede un potenziale rafforzamento dello yen dell'8%-9% rispetto al franco e ad altre valute, sostenendo che il contesto fiscale e politico del Giappone ora si confronta favorevolmente con i tradizionali porti sicuri.
Questo cambiamento segna una notevole inversione di strategia. Nash in precedenza aveva mantenuto una posizione corta sul debito giapponese, traendo vantaggio dai rendimenti in aumento mentre la normalizzazione delle politiche avanzava. Il suo fondo ha reso il 7,6% nell'ultimo anno, posizionandosi molto bene tra i concorrenti.
La tesi più ampia si basa sull'idea che la stabilità politica del Giappone, unita a una direzione politica più chiara e a una crescente fiducia degli investitori, potrebbe attirare capitali esteri in un momento in cui l'incertezza sulle politiche statunitensi incoraggia la diversificazione dagli asset in dollari.
Se la storica sottoperformance dello yen dovesse invertirsi in modo significativo, rappresenterebbe un cambiamento strutturale nel posizionamento valutario globale.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Dopo le dichiarazioni dei funzionari giapponesi, Besent interviene: ha discusso con il Ministro delle Finanze giapponese la “desiderabilità” di uno yen forte
Bessent ha dichiarato di aver avuto una "conversazione produttiva" venerdì con il ministro delle finanze giapponese Katayama Katsuki, durante la quale hanno discusso la "desiderabilità di uno yen forte che rifletta i solidi fondamentali economici del Giappone" e hanno sottolineato l'importanza di mantenere una comunicazione stretta sul mercato valutario. Katayama aveva rivelato poco prima che, durante l'incontro di questa settimana tra Trump e Sanae Takaichi, è stato menzionato l'indebolimento dello yen; Takaichi ha affermato che la sottovalutazione dello yen costituisce "un problema". Secondo gli istituti, il rischio di intervento potrebbe porre un "tetto" alla discesa dello yen.
Le azioni statunitensi aprono in rialzo e oscillano, lo yen rimbalza oltre l'1% durante la sessione, il rendimento dei Treasury americani a 10 anni supera nuovamente il 5,22%, il prezzo del petrolio WTI negli Stati Uniti cala fino a quasi il 3%.
Dopo la pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi, lo S&P 500 e il Nasdaq sono passati in territorio negativo, mentre il Dow Jones sembra poter interrompere una serie di tre ribassi consecutivi, pur rimanendo in calo per la quarta settimana di fila. Meta ha invertito la rotta, scendendo in giornata di oltre il 3%. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni ha superato nuovamente il 5,22%, segnando un nuovo massimo dal 2007 per il terzo giorno consecutivo, mentre il rendimento trentennale ha raggiunto il livello più alto dal 2004. Lo yen/dollaro ha guadagnato l’1,2% durante la giornata, dopo che le autorità giapponesi e statunitensi hanno rilasciato dichiarazioni riguardanti le “preoccupazioni per la debolezza dello yen”. Le aspettative di una soluzione diplomatica tra USA e Iran sono aumentate, fermando così la crescita del prezzo del petrolio dopo due sessioni positive.
La volatilità dei titoli di stato USA aumenta improvvisamente, accendendo l'allarme! Hartnett di Bank of America avverte sul crescente rischio di deleveraging: l'aumento dei rendimenti diventa la principale minaccia per il mercato
Lo stratega della Bank of America, Michael Hartnett, ha avvertito che la recente impennata della volatilità del mercato obbligazionario statunitense sta aumentando il rischio di un più ampio deleveraging nei mercati finanziari.
Il prezzo del diesel negli Stati Uniti è aumentato dell'83% quest'anno! Il capo economista di Apollo avverte: il trasferimento dei costi potrebbe rendere l'inflazione core più persistente, la Federal Reserve non può ignorarlo.
Torsten Slok, capo economista di Apollo Global Management, ha avvertito che la minaccia di inflazione causata dal prezzo del diesel negli Stati Uniti, salito ai massimi storici, potrebbe essere più grave di quanto attualmente percepito dalla Federal Reserve.
