Il centenario bond di Google suscita polemiche?
I segreti dietro le obbligazioni secolari
Ho notato che molti sono interessati alle obbligazioni centenarie di Google di cui si è parlato ieri, quindi approfittiamo di questo articolo del Wall Street Journal per esplorare i segreti dietro le antiche obbligazioni centenarie!
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, queste obbligazioni secolari possono sembrare assurde per la gente comune, ma rivelano la logica operativa completamente diversa tra istituzioni e investitori retail nei mercati finanziari. Un esempio classico è rappresentato dal governo austriaco che, nel 2020, approfittando dell'ambiente di tassi ultra-bassi dopo la pandemia, ha emesso obbligazioni centenarie con un tasso cedolare dello 0,85%. Tuttavia, con la risalita dei tassi a livello globale, il prezzo di questa obbligazione è attualmente sceso a circa il 30% del valore nominale. Questo crollo dei prezzi è dovuto principalmente al rischio di duration: quanto più lunga è la durata dell'obbligazione, tanto più il prezzo è sensibile alle variazioni dei tassi di interesse. Ad esempio, se possiedi un'obbligazione secolare con interesse solo dello 0,85%, mentre le nuove emissioni offrono tassi al 4% o più, chi mai vorrebbe acquistare la tua al valore originale? O la tieni fino a scadenza, oppure sei costretto a venderla con una forte perdita. Ecco perché una piccola crescita dei tassi porta a un crollo dei prezzi.
Quindi, quando l’emittente blocca un tasso cedolare storicamente basso, anche un lieve aumento dei rendimenti di mercato può infliggere un duro colpo al prezzo delle obbligazioni.
Anche di fronte a grandi perdite contabili, compagnie assicurative e fondi pensione rimangono comunque acquirenti convinti di questa tipologia di asset. La logica dietro a ciò è che queste istituzioni hanno passività di lunghissimo termine, cioè la vita attesa degli assicurati e dei pensionati; perciò devono allocare asset con alta duration e rating creditizio sicuro per un matching delle scadenze. Allo stesso tempo, gli hedge fund sono anch’essi interessati a queste obbligazioni, ma con intenti speculativi: se prevedono anche una minima discesa dei rendimenti, il prezzo di queste obbligazioni ad alta duration rimbalzerà violentemente, offrendo grandi opportunità di profitto.
Tuttavia, il Wall Street Journal ritiene che per gli investitori individuali sia molto rischioso imitare ciecamente questi “soldi intelligenti”. Oltre alla volatilità portata dalla duration, anche le prospettive macro di lungo periodo non sono ottimistiche. Le principali economie occidentali sono fortemente indebitate e i governi si trovano davanti alla difficile scelta tra tagliare le spese o aumentare drasticamente le tasse. In questo contesto, i politici tendono spesso a tollerare un aumento dell'inflazione per diluire il valore reale del debito. Questa strategia distrugge direttamente il potere d'acquisto reale delle obbligazioni ultra-long term.
Jason concorda piuttosto con il punto di vista dell’articolo: per i piccoli risparmiatori, investire in obbligazioni a lunghissima scadenza è una scelta estremamente rischiosa.
Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che tu investa 100.000 yuan in Treasury americani a 30 anni. Secondo la recente volatilità media dei rendimenti di circa lo 0,08%, considerando la durata tipica di questi titoli, potresti dover affrontare una perdita fluttuante di quasi 1.500 yuan.
Sembra poco? Ma attenzione, questa è solo la normale volatilità di mercato. Se per deficit, difficoltà di collocamento o aumento dei tassi i rendimenti a lunga scadenza dovessero salire dell’1%, il tuo capitale subirebbe un calo diretto di quasi il 20%. Cosa significa? Significa che in realtà stai sopportando rischi tipici delle azioni, ma ricevi solo l’esiguo interesse di un’obbligazione.
Quindi chiediti: puoi sopportare questa volatilità? Se no, hai la fiducia per mantenere questi titoli fino a scadenza? A dire il vero, anche un investitore di lungo periodo come il nostro “Meitoujun” probabilmente troverebbe difficile accompagnare questa obbligazione per tutta la sua lunga vita.
Infine, tornando alla questione delle obbligazioni centenarie. Come sottolineato nell’articolo, la vera domanda per questi asset ultra-long term viene dagli investimenti LDI (Liability Driven Investment). Qui la logica non è il profitto sul mercato secondario, ma il matching rigoroso di ogni singola uscita certa. Per questo le compagnie assicurative e i fondi pensione devono trovare asset con una durata abbastanza lunga, per coprire forzatamente le loro passività future nei prossimi decenni. Questa è un’esigenza imprescindibile per gli investitori istituzionali di questo tipo, ma di certo non è una scorciatoia alla ricchezza che i piccoli investitori dovrebbero imitare.
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