Il primo giorno del nuovo anno l'argento sale del 4%, ma i rialzisti ricevono due "avvisi di rischio": uno riguardante il denaro, l'altro le posizioni.
Forex Italia, 2 gennaio—— Venerdì (2 gennaio), il mercato dell’argento spot ha registrato un avvio poderoso nel primo giorno di scambi del 2026. Questo rialzo si basa sull’aumento cumulato del prezzo dell’argento di oltre il 140% nel 2025, segnando il maggior incremento annuale dal 1979. Tuttavia, all’entusiasmo del mercato si accompagna anche cautela, con avvertimenti da parte degli istituti riguardo possibili aggiustamenti delle posizioni e rischi di liquidità nel breve termine.
Venerdì (2 gennaio), il mercato dell’argento spot ha registrato un avvio poderoso nel primo giorno di scambi del 2026. Il prezzo spot dell’argento si attesta intorno ai 74,250 dollari/oncia, con un rialzo notevole nella giornata, proseguendo la forte dinamica dello scorso anno. Questo rialzo si basa sull’aumento cumulato del prezzo dell’argento di oltre il 140% nel 2025, segnando il maggior incremento annuale dal 1979. Tuttavia, all’entusiasmo del mercato si accompagna anche cautela, con avvertimenti da parte degli istituti riguardo possibili aggiustamenti delle posizioni e rischi di liquidità nel breve termine.
Driver fondamentali: intreccio tra aspettative di taglio dei tassi e domanda di beni rifugio
La principale forza trainante del mercato dell’argento attuale è chiaramente rappresentata dalle aspettative di politica monetaria e dalla domanda di beni rifugio legata alle tensioni geopolitiche.
In primo luogo, il percorso dei tassi della Federal Reserve rappresenta il fattore centrale. Il mercato si aspetta generalmente che la Fed continui il suo ciclo di taglio dei tassi nel 2026, con i prezzi già che scontano due tagli di 25 punti base ciascuno. Questa aspettativa continua a esercitare pressione sul dollaro, fornendo supporto all’argento quotato in dollari. Un ambiente di tassi più bassi riduce il costo opportunità di detenere asset non remunerativi come l’argento, aumentandone l’attrattività per gli investitori. Alcuni istituti rinomati, nelle previsioni di fine anno scorso, hanno persino indicato un target rialzista per l’oro fino a 4.900 dollari/oncia con rischi orientati verso l’alto, fornendo così un sostegno laterale al sentiment di tutto il comparto dei metalli preziosi. Nel contempo, possibili cambiamenti ai vertici della Fed aggiungono ulteriore incertezza alle prospettive di politica monetaria, rafforzando la logica di allocazione sui metalli preziosi.
In secondo luogo, la domanda di beni rifugio rappresenta un altro pilastro. Nel contesto di incertezza economica globale e di tensioni geopolitiche persistenti, come il conflitto tra Russia e Ucraina, investitori e alcune banche centrali mantengono una domanda solida per “asset sicuri” tra cui l’argento. L’analista Rania Gule sottolinea che l’attuale forte rialzo di oro e argento è il risultato dell’interazione di diversi fattori economici, di investimento e geopolitici. Questa domanda diversificata proveniente sia dal settore fisico sia da quello degli investimenti fornisce un solido supporto al prezzo dell’argento.
Analisi tecnica: momentum elevato ma vicino a resistenze chiave
Dall’osservazione degli ultimi indicatori tecnici, l’argento mostra una forte tendenza rialzista nel breve periodo, ma alcuni indicatori suggeriscono che il mercato sia entrato in una zona chiave, richiedendo attenzione a possibili correzioni tecniche.
Analizzando il grafico a 240 minuti, il prezzo si trova ora sopra la mediana delle Bande di Bollinger (BB 20,2) a 73,661 dollari e sta testando la banda superiore verso 77,078 dollari. L’ampiezza delle Bande di Bollinger si sta espandendo verso l’alto, indicando un forte momentum rialzista a breve termine. Tuttavia, l’indicatore MACD (26,12,9) mostra segnali sottili: il valore DIFF è 0,237, il valore DEA è 0,374, e l’istogramma è negativo (-0,276). Questo indica che, nonostante il prezzo stia salendo, il momentum rialzista (DIFF) non ha ancora superato il momentum medio (DEA), e il mercato potrebbe aver bisogno di un consolidamento o di un aggiustamento tecnico nel breve termine. L’RSI 14 si attesta a 53,664, in una zona neutra ma leggermente rialzista, non ancora in ipercomprato, lasciando ancora margine per ulteriori rialzi.
In sintesi, l’area tra 74,00 e 74,50 dollari rappresenta ora un supporto immediato di riferimento, dove si concentrano i livelli di ritracciamento di Fibonacci del rialzo giornaliero e la soglia psicologica precedente. La prima resistenza da monitorare è la banda superiore delle Bollinger tra 77,00 e 77,30 dollari, che rappresenta non solo la pressione del canale superiore ma anche una possibile area di prese di profitto. Una resistenza chiave ulteriore si trova in corrispondenza dei massimi estesi del 2025. Il supporto più forte in basso si trova vicino alla mediana delle Bollinger a 73,60 dollari; se violata, potrebbe essere testata la banda inferiore tra 71,20 e 71,50 dollari.
Rischi e prospettive: volatilità di liquidità e ribilanciamento delle posizioni
Nonostante il quadro fondamentale e tecnico sia positivo nel medio termine, il mercato nelle prossime una o due settimane si trova di fronte a rischi specifici di breve termine, che costituiscono la principale incertezza attuale.
Diversi istituti raccomandano attenzione alle potenziali pressioni di vendita dovute al ribilanciamento degli indici e dei portafogli all’inizio del trimestre. Un senior strategist di materie prime di una nota istituzione ha avvertito in un report che, nelle prossime due settimane, il mercato dell’argento Comex di New York potrebbe affrontare vendite pari fino al 13% delle posizioni totali, il che potrebbe portare a una significativa rivalutazione dei prezzi e a pressione ribassista. La liquidità ridotta dopo le festività potrebbe amplificare la volatilità innescata da questi flussi di capitale.
Inoltre, sono da monitorare anche le misure di risk management a livello di exchange. Una delle maggiori borse di materie prime globali ha pubblicato un avviso riguardo un nuovo aumento dei margini richiesti per i future su oro, argento e altri metalli preziosi. Questo significa che gli investitori dovranno depositare più liquidità come garanzia per le posizioni aperte. Sebbene la misura sia finalizzata a gestire il rischio di mercato, nel breve periodo potrebbe spingere alcuni trader a leva a ridurre o chiudere le proprie posizioni, aumentando così la volatilità del mercato.
Prospettive future
Guardando avanti, il mercato dell’argento spot si trova al crocevia tra una tendenza rialzista di medio-lungo periodo e pressioni tecniche e strutturali di breve termine. Le aspettative di taglio dei tassi della Fed e la domanda di beni rifugio costituiscono la narrativa centrale di supporto dei prezzi nel lungo periodo, e ogni rafforzamento delle aspettative di taglio innescato dai dati economici potrebbe fungere da catalizzatore per nuovi massimi.
Tuttavia, nel breve termine il mercato dovrà assorbire la pressione degli aggiustamenti di posizione di inizio anno e l’impatto sulla liquidità dovuto all’aumento dei margini. Durante i test delle resistenze chiave, è probabile che la volatilità aumenti. I trader dovranno monitorare attentamente la situazione di breakout nella zona di resistenza a 77 dollari e la reazione del prezzo in area di supporto intermedia intorno ai 73,6 dollari. Durante la sessione sarà importante osservare l’andamento dell’indice del dollaro, la volatilità dei rendimenti dei Treasury USA e qualsiasi dato macro che possa influenzare le aspettative sulla Fed.
Nel complesso, il mercato dell’argento del 2026 parte con slancio e fondamentali solidi, ma il percorso non è privo di ostacoli. Mentre il mercato beneficia del momentum, occorre rimanere vigili sulle possibili correzioni tecniche e sugli shock di liquidità. L’andamento delle prossime settimane stabilirà il tono per il range di prezzo dell’argento nella prima metà dell’anno.
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