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La criptovaluta è considerata "proprietà" secondo la legge indiana, stabilisce l'Alta Corte di Madras

La criptovaluta è considerata "proprietà" secondo la legge indiana, stabilisce l'Alta Corte di Madras

CoinjournalCoinjournal2025/10/27 12:42
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Per:Coinjournal
La criptovaluta è considerata
  • L'Alta Corte di Madras conferma che le criptovalute possono essere possedute e detenute in trust.
  • WazirX è stata vietata dal redistribuire le partecipazioni XRP non colpite degli investitori.
  • La sentenza rafforza i diritti degli investitori e la governance Web3 in India.

In una sentenza storica che potrebbe rimodellare il settore delle criptovalute in India, l'Alta Corte di Madras ha dichiarato che le criptovalute sono considerate proprietà secondo la legge indiana.

La decisione della Corte, pronunciata dal giudice N. Anand Venkatesh, conferma che le criptovalute possono essere possedute, detenute in trust e protette come proprietà legale — un passo importante per chiarire lo status giuridico degli asset digitali nel paese.

Le criptovalute in India ora riconosciute come proprietà

Il caso è nato da una petizione di un investitore i cui 3.532,30 XRP sono stati congelati dopo un attacco informatico a WazirX, uno dei maggiori exchange di criptovalute in India.

Nel luglio 2024, la piattaforma ha subito un hack da 234 milioni di dollari che ha coinvolto Ethereum e token ERC-20.

Sebbene le partecipazioni XRP dell'investitore non facessero parte degli asset rubati, WazirX ha cercato di redistribuire i fondi di tutti gli utenti secondo il suo cosiddetto piano di “socializzazione delle perdite”.

Il giudice Venkatesh ha respinto fermamente la proposta, stabilendo che le partecipazioni digitali di ciascun investitore sono proprietà individuale e non possono essere diluite o redistribuite per coprire le perdite dell'exchange.

Ha sottolineato che le criptovalute, sebbene intangibili, possiedono tutti gli attributi essenziali della proprietà — sono identificabili, trasferibili e controllate esclusivamente tramite chiavi private.

“Non è una proprietà tangibile né una valuta,” ha osservato il giudice. “Tuttavia, è una proprietà, che può essere goduta e posseduta in forma vantaggiosa.”

Questa interpretazione conferisce ai detentori di asset digitali una posizione legale più forte, garantendo che le loro criptovalute siano riconosciute come beni protetti dalla legge indiana.

Giurisdizione e protezione degli investitori

La Corte ha inoltre risolto le questioni relative alla giurisdizione, respingendo l'argomento di WazirX secondo cui si sarebbero dovute applicare le regole di arbitrato di Singapore poiché la sua società madre, Zettai Pte Ltd, ha sede a Singapore.

Il giudice Venkatesh ha citato una precedente decisione della Corte Suprema nel caso PASL Wind Solutions Pvt Ltd v. GE Power Conversion India Pvt Ltd (2021), osservando che i tribunali indiani hanno autorità sui beni situati in India.

Poiché le transazioni dell'investitore avevano origine da Chennai e coinvolgevano un conto bancario indiano, la Corte ha confermato che il caso rientrava pienamente nella giurisdizione indiana.

La corte ha inoltre evidenziato che Zanmai Labs Pvt Ltd, che gestisce WazirX in India, è registrata presso la Financial Intelligence Unit (FIU) — a differenza della società madre estera o di Binance.

Questa distinzione ha rafforzato che gli exchange indiani che operano a livello nazionale sono soggetti alla supervisione e responsabilità indiana, in particolare nella protezione degli asset degli utenti e nel mantenimento di pratiche di custodia trasparenti.

Rafforzare la governance Web3

La decisione del giudice Venkatesh è andata oltre il sollievo individuale, chiedendo standard più elevati di governance aziendale nei settori Web3 e crypto.

Ha esortato gli exchange a mantenere fondi separati dei clienti, condurre audit indipendenti e sostenere solidi controlli KYC e antiriciclaggio.

Queste misure, ha osservato la Corte, sono fondamentali per costruire fiducia nell'economia digitale e proteggere i consumatori da future cattive gestioni degli asset.

Gli esperti legali hanno salutato la sentenza come una pietra miliare nello sviluppo della “cripto-giurisprudenza” in India.

Vikram Subburaj, CEO dell'exchange indiano Giottus, l'ha descritta come un momento fondamentale che segnala a tutti i partecipanti al mercato — exchange, utenti e regolatori — che il settore degli asset digitali sarà soggetto a elevati standard di governance e protezione.

Una base per il futuro delle crypto in India

La sentenza della Corte non solo protegge i diritti dei singoli investitori, ma rafforza anche il quadro normativo più ampio relativo agli asset digitali.

Riconoscendo la criptovaluta come proprietà, la sentenza colma un'importante lacuna legale in un paese dove l'applicazione fiscale sulle crypto rimane severa, ma la protezione degli investitori è rimasta indietro.

Come ha scritto il giudice Venkatesh, ora i tribunali fungono da “palcoscenico centrale dove si dibatte il futuro del valore digitale.”

Attraverso questa sentenza, l'Alta Corte di Madras ha fornito all'India una visione più chiara di proprietà, responsabilità e fiducia nell'era della decentralizzazione.

Con la criptovaluta in India ora riconosciuta fermamente come proprietà secondo la legge indiana, la decisione segna un punto di svolta per l'ecosistema degli asset digitali del paese — affermando che in India, le partecipazioni in crypto non sono solo strumenti speculativi ma beni protetti dalla legge.

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