La Fed taglierà i tassi d'interesse a causa del rallentamento dell'inflazione negli Stati Uniti
- L'inflazione negli Stati Uniti scende al 3,0% a settembre
- Il mercato scommette su due tagli dei tassi d'interesse entro dicembre
- L'incontro Trump-Xi potrebbe influenzare Bitcoin
La Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi d'interesse di 25 punti base la prossima settimana, dopo che i nuovi dati hanno confermato un rallentamento dell'inflazione negli Stati Uniti. L'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) è aumentato dello 0,3% a settembre, in calo rispetto all'aumento dello 0,4% registrato in agosto. Su base annua, l'indice si è attestato al 3,0%, mentre l'inflazione core—che esclude alimentari ed energia—ha anch'essa raggiunto il 3,0%, il livello più basso dall'inizio del 2024.
L'aumento del 4,1% dei prezzi della benzina è stato il principale motore dell'aumento dei prezzi del mese, parzialmente compensato da aumenti più modesti nei settori alimentare e abitativo. Altri settori, come auto usate, comunicazioni e assicurazioni auto, sono diminuiti, rafforzando la percezione che le pressioni inflazionistiche si stiano gradualmente dissipando.
Con il raffreddamento dei prezzi, le aspettative di tagli dei tassi da parte del mercato sono cresciute significativamente. I dati dello strumento CME FedWatch indicano una probabilità del 98,6% che la Fed tagli i tassi già a ottobre, mentre la possibilità di un altro taglio a dicembre raggiunge il 94,5%. I trader di mercato stanno anche prezzando un possibile terzo taglio a gennaio 2026, riflettendo il tentativo dell'istituzione di bilanciare la debolezza economica con il controllo dell'inflazione.
Anche in mezzo all'ottimismo, il presidente della Fed Jerome Powell rimane cauto. Ha sottolineato che "il percorso dei tagli dei tassi dipenderà dai progressi sostenuti nell'inflazione e nelle condizioni lavorative." Le assunzioni, a loro volta, stanno rallentando, sollevando preoccupazioni che tagli eccessivi possano influenzare la dinamica dei salari e dell'occupazione.
Nel frattempo, il mercato sta monitorando da vicino le misure adottate dall'attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I nuovi dazi sulle importazioni cinesi, previsti per entrare in vigore il 1° novembre, rappresentano un rischio aggiuntivo per il controllo dell'inflazione. Tuttavia, gli analisti osservano anche l'incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto per i prossimi giorni, come un potenziale punto di svolta nelle tensioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali.
🚨 CONFERMATO:
🇺🇸🇨🇳 IL PRESIDENTE TRUMP INCONTRERÀ XI JINPING IL PROSSIMO GIOVEDÌ
PREGATE PER L'ACCORDO!! pic.twitter.com/6aJ7aKF3la
— ᴛʀᴀᴄᴇʀ (@DeFiTracer) 24 ottobre 2025
Cosa significa questo per Bitcoin e il mercato delle criptovalute
Bitcoin ha affrontato settimane di pressione di mercato, riflettendo gli effetti diretti della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Nelle ultime due settimane, il prezzo della principale criptovaluta è sceso fino a quasi $102 in mezzo all'avversione globale al rischio e all'incertezza sulle politiche economiche tra le due potenze.
Da allora, l'asset ha lottato per mantenersi sopra i $110, attualmente scambiato a $111.741, in aumento di circa il 4% questa settimana. Gli esperti ritengono che l'incontro tra Trump e Xi potrebbe essere un fattore decisivo per una ripresa più ampia delle criptovalute se il dialogo dovesse portare a una riduzione delle tensioni commerciali.
Inoltre, l'aspettativa di un nuovo taglio dei tassi da parte della Fed la prossima settimana probabilmente stimolerà l'appetito per il rischio nei mercati, favorendo sia Bitcoin che il resto del settore delle criptovalute. Un atteggiamento più accomodante da parte dell'autorità monetaria, combinato con un possibile progresso diplomatico tra Washington e Pechino, potrebbe creare l'ambiente ideale per una ripresa costante nel breve termine.
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