Opinione: Dal punto di vista macro, il vero mercato toro delle criptovalute non è ancora iniziato
Il vero mercato rialzista delle criptovalute è previsto per l’avvio nel secondo trimestre del 2026.
Si prevede che il vero mercato toro delle criptovalute inizierà nel secondo trimestre del 2026.
Autore: rektdiomedes
Traduzione: Chopper, Foresight News
Se riesci ad analizzare razionalmente i mercati macro globali, scoprirai che l’attuale andamento del mercato è perfettamente logico e non presenta nulla di anomalo.
Oro in forte rialzo: supera di gran lunga azioni e criptovalute, dietro c’è la de-dollarizzazione delle riserve globali
L’oro sta vivendo una fase di crescita impetuosa, con un rialzo che schiaccia non solo il mercato azionario ma anche le criptovalute. Il motore principale di questo fenomeno è la riallocazione degli asset da parte delle principali nazioni sovrane: Cina, India, Russia e persino gli Stati Uniti stanno accumulando oro in modo massiccio. In sostanza, questo rappresenta un chiaro segnale che le riserve globali stanno progressivamente abbandonando l’era dei Treasury statunitensi.
Due eventi chiave hanno innescato questa svolta:
- La politica fiscale americana, da tempo improntata allo sperpero, ha progressivamente eroso la fiducia nel dollaro;
- La decisione degli Stati Uniti di congelare le riserve in valuta estera e i Treasury della Russia alcuni anni fa ha definitivamente smascherato l’illusione che i Treasury USA siano un asset di riserva neutrale, facendo comprendere a tutti i Paesi i rischi potenziali del detenere asset in dollari.
Doomberg, Luke Gromen e altri importanti analisti macro hanno approfondito questa tendenza. Dal punto di vista della teoria dei giochi, dopo aver visto gli Stati Uniti congelare arbitrariamente gli asset di altri Paesi, Russia, Cina e India hanno inevitabilmente scelto di “accumulare oro e ridurre i Treasury USA”, poiché nessuno vuole che la sicurezza dei propri asset dipenda dalle politiche di un altro Stato.
Borsa USA in crescita lenta: non è follia, ma un ciclo autoalimentato dai fondi passivi
Il mercato azionario statunitense è in crescita, ma non è in preda a un’euforia irrazionale: i rialzi restano relativamente contenuti.
La logica di fondo è che la borsa americana si è trasformata in un mercato autoalimentato dai fondi passivi. Mike Green lo sottolinea da anni. Oggi, tutti i lavoratori americani, ogni mese, investono automaticamente i loro fondi pensione in ETF su indici come S&P 500, indipendentemente dalle valutazioni di mercato o dal contesto economico: questi flussi rigidi sostengono il mercato nel lungo periodo, favorendo una crescita lenta ma costante.
Inoltre, la borsa USA sta diventando il principale polo di attrazione dei capitali globali. Con l’economia mondiale sempre più digitalizzata, il mercato azionario americano, grazie a un sistema maturo, ampia liquidità e meccanismi di uscita efficienti, è il luogo ideale per la formazione di capitale. Colossi globali come Amazon, Nvidia, Apple, Microsoft hanno sede qui, rafforzando ulteriormente la posizione della borsa USA. Questa situazione probabilmente continuerà finché le criptovalute non diventeranno la “nuova arena globale per la formazione di capitale”.
Mercato immobiliare USA congelato: 37.000 miliardi di dollari di equity “invisibili”, i tassi alti sono il colpevole
Il mercato immobiliare residenziale americano è attualmente bloccato dai tassi di interesse elevati. Sebbene vi siano fino a 37.000 miliardi di dollari di equity, questa ricchezza è praticamente impossibile da liquidare.
Il motivo è semplice:
- Nessuno vuole rifinanziare a tassi più alti di quelli attuali: i tassi dei mutui oggi sono molto più alti rispetto agli anni scorsi, quindi rifinanziare significa solo aumentare i costi;
- Nessuno vuole vendere la propria casa per poi accendere un nuovo mutuo a tassi ancora più alti: cambiare casa costa troppo, meglio aspettare;
- Ancora meno persone sono disposte a richiedere una linea di credito sull’equity immobiliare a tassi a doppia cifra: gli interessi elevati scoraggiano quasi tutti.
In breve, il mercato immobiliare USA con tassi elevati è diventato una trappola di liquidità: sembra esserci una grande quantità di equity, ma nessuno riesce a sbloccarla facilmente.
Criptovalute: rimbalzo dal minimo del 2022, ma il mercato toro non è ancora iniziato
Nel 2022, a causa dell’aumento dei tassi da parte della Fed, del crollo di Luna e dello scandalo FTX, le criptovalute hanno toccato il minimo del ciclo. Ora sono rimbalzate, ma il mercato resta in una fase normale: né boom né crolli prolungati.
In termini di dimensioni, il mercato attuale delle criptovalute è circa il 25% più grande rispetto al picco del 2021, ma è ancora inferiore alla capitalizzazione di una sola azienda come Nvidia, e rappresenta solo 1/10 del valore dell’oro.
Il motivo per cui non si è verificato un mercato toro come nel 2021 è che non c’è stato un massiccio afflusso di liquidità macro.
Molti attribuiscono il mercato toro del 2021 agli stimoli pandemici e alla domanda di investimento generata dal lockdown, ma io credo che il vero motore sia stata la massiccia liquidazione dell’equity immobiliare USA. Nel ciclo precedente, quei “Cardano dads che guardavano i video di Hosk su YouTube e premevano buy su Coinbase” investivano soprattutto soldi provenienti dal settore immobiliare: vendendo case, rifinanziando o richiedendo prestiti sull’equity immobiliare. È stata questa liquidità sbloccata dal mercato immobiliare a sostenere il mercato toro delle criptovalute nel 2021.
Conclusione: il mercato toro delle criptovalute non è ancora iniziato, potrebbe partire nel Q2 2026
Considerando tutti i fattori macro sopra elencati, la performance attuale delle varie asset class è perfettamente logica e non presenta anomalie.
Per quanto riguarda le criptovalute, la mia opinione è: il vero mercato toro non è ancora iniziato e probabilmente partirà nel secondo trimestre del 2026. A quel punto, la Fed probabilmente abbasserà i tassi a livelli sufficientemente bassi, il mercato immobiliare USA si “scongelerà” gradualmente e la liquidità accumulata tornerà a fluire verso gli asset rischiosi.
Se questa previsione si avvererà, per circa 6 trimestri successivi (fino al Q3 2027 circa), le criptovalute potrebbero vivere una fase di crescita sostenuta e vigorosa.
Fino al Q4 2027 o Q1 2028, quando la bolla accumulata dall’euforia precedente potrebbe scoppiare, e l’incertezza politica pre-elettorale negli USA potrebbe innescare una nuova ondata di vendite, portando il mercato in una fase orso.
Per questo motivo, non ho mai pensato che il mercato toro delle criptovalute sia già finito, perché in realtà non è nemmeno iniziato. Continuerò ad accumulare durante i ribassi, a lavorare nel settore e a monitorare attentamente il punto di svolta previsto per il secondo trimestre del 2026.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Le azioni statunitensi aprono in rialzo e oscillano, lo yen rimbalza oltre l'1% durante la sessione, il rendimento dei Treasury americani a 10 anni supera nuovamente il 5,22%, il prezzo del petrolio WTI negli Stati Uniti cala fino a quasi il 3%.
Dopo la pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi, lo S&P 500 e il Nasdaq sono passati in territorio negativo, mentre il Dow Jones sembra poter interrompere una serie di tre ribassi consecutivi, pur rimanendo in calo per la quarta settimana di fila. Meta ha invertito la rotta, scendendo in giornata di oltre il 3%. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni ha superato nuovamente il 5,22%, segnando un nuovo massimo dal 2007 per il terzo giorno consecutivo, mentre il rendimento trentennale ha raggiunto il livello più alto dal 2004. Lo yen/dollaro ha guadagnato l’1,2% durante la giornata, dopo che le autorità giapponesi e statunitensi hanno rilasciato dichiarazioni riguardanti le “preoccupazioni per la debolezza dello yen”. Le aspettative di una soluzione diplomatica tra USA e Iran sono aumentate, fermando così la crescita del prezzo del petrolio dopo due sessioni positive.
La volatilità dei titoli di stato USA aumenta improvvisamente, accendendo l'allarme! Hartnett di Bank of America avverte sul crescente rischio di deleveraging: l'aumento dei rendimenti diventa la principale minaccia per il mercato
Lo stratega della Bank of America, Michael Hartnett, ha avvertito che la recente impennata della volatilità del mercato obbligazionario statunitense sta aumentando il rischio di un più ampio deleveraging nei mercati finanziari.
Il prezzo del diesel negli Stati Uniti è aumentato dell'83% quest'anno! Il capo economista di Apollo avverte: il trasferimento dei costi potrebbe rendere l'inflazione core più persistente, la Federal Reserve non può ignorarlo.
Torsten Slok, capo economista di Apollo Global Management, ha avvertito che la minaccia di inflazione causata dal prezzo del diesel negli Stati Uniti, salito ai massimi storici, potrebbe essere più grave di quanto attualmente percepito dalla Federal Reserve.
