Trader di Goldman Sachs: il "flash crash" di Bitcoin di lunedì è un "segnale anticipatore"
Il ritmo del mercato sta rallentando e alcune operazioni di consenso stanno subendo ondate di stop loss.
Il ritmo del mercato sta rallentando e alcune operazioni di consenso stanno subendo ondate di stop loss.
Autore: Dong Jing
Fonte: Wallstreetcn
Il trader di Goldman Sachs Paolo Schiavone ha avvertito che il flash crash di bitcoin di lunedì è stato il primo segnale di un imminente cambiamento di direzione del mercato, indicando che la recente euforia degli asset rischiosi delle ultime tre settimane potrebbe essere in fase di raffreddamento.
Il 26 settembre, il trader e stratega di Goldman Sachs Paolo Schiavone ha scritto che nelle ultime tre settimane gli asset rischiosi hanno vissuto una corsa assoluta, con operazioni momentum che hanno generato rendimenti evidenti, ma il ritmo sta cambiando.
Lunedì di questa settimana, il flash crash di bitcoin è stato, agli occhi dei trader, "il primo vero segnale"—il ritmo del mercato sta rallentando e nel breve termine è necessario "rallentare".
Il mercato delle criptovalute ha subito un crollo improvviso lunedì, con posizioni long per un valore di 1.7 billions di dollari liquidate istantaneamente; bitcoin, ethereum e quasi tutte le principali criptovalute sono state colpite. Giovedì, bitcoin ha continuato a scendere, rompendo la soglia dei 110,000 dollari e attualmente scambia intorno ai 109,000 dollari.

Secondo lui, sebbene la situazione di base sia una manifestazione dell’"effetto fine mese", alcune tendenze chiave del mercato stanno iniziando a sembrare eccessivamente estese. Ad esempio: l'ambiente macro rimane altamente volatile; le operazioni di consenso (short sul dollaro, curva dei tassi più ripida) stanno subendo forti pressioni.
Nonostante il rischio di una correzione a breve termine, il giudizio di base di questo trader è che il mercato si stia dirigendo verso una fase di "melt-up". Ritiene che le correzioni degli asset rischiosi saranno assorbite dagli acquisti, per ragioni che includono il fatto che l’impatto dei dazi ha raggiunto il picco, gli stimoli fiscali saranno anticipati, le condizioni finanziarie si stanno allentando, i tagli dei tassi sono imminenti e l’impatto reale dell’AI.
I segnali tecnici di bitcoin attirano l’attenzione
Paolo Schiavone ha illustrato in dettaglio il cambiamento della situazione di mercato attuale.
Ha affermato che nelle ultime tre settimane il mercato ha vissuto una "corsa assoluta", con operazioni momentum che hanno generato rendimenti evidenti. Tuttavia, ora la situazione sta cambiando.
Il flash crash di bitcoin di lunedì è stato il primo segnale di un’inversione di mercato, avvenuto in un contesto in cui bitcoin guida invece di seguire, cioè bitcoin sta assumendo un ruolo di leadership invece di seguire altri asset.
Schiavone ha sottolineato in particolare che l’area intorno ai 110,000 dollari è diventata un importante supporto tecnico per bitcoin, "sotto la media mobile a 200 giorni non succede mai nulla di buono".

Ritiene che questo livello sia più probabilmente un supporto che una resistenza, indicando che il significato strutturale di bitcoin ha ormai superato quello di semplice asset cripto, diventando un simbolo della propensione al rischio complessiva.
Situazione macro "volatile", operazioni di consenso sotto pressione
Pur considerando l’attuale debolezza del mercato come una manifestazione dell’"effetto fine mese", riconosce anche che alcune tendenze di mercato sono "chiaramente eccessivamente estese".
Ad esempio, le operazioni di consenso come "short sul dollaro" e "long sulla curva dei rendimenti più ripida" stanno subendo stop loss continui, e la situazione macro rimane "altamente volatile".
Paolo Schiavone sottolinea che, in un mercato dominato da livelli tecnici e comportamenti di stop loss, la forte volatilità di bitcoin potrebbe essere solo il preludio a rischi macroeconomici.
L’articolo afferma che, quando ha intervistato la clientela, ha scoperto che il rischio maggiore percepito tra crescita e inflazione era distribuito equamente al 50/50. Questo riflette una profonda divisione nelle prospettive economiche del mercato.
Ha sottolineato in particolare che il giudizio del mercato sui rischi futuri di crescita e inflazione rimane altamente diviso: "il 50% dei clienti teme l’inflazione, il 50% teme la crescita". Questo è di per sé un segnale di mancanza di direzione del mercato.
Per quanto riguarda l’economia statunitense entro la fine dell’anno, il trader prevede una crescita del PIL del 2%, un PCE core al 3% e un tasso di disoccupazione al 4,5%. La questione chiave è se sia necessario un tasso di politica monetaria restrittivo o un livello inferiore a quello neutrale. Ritiene che il tasso terminale possa avvicinarsi al 2,5%.
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, afferma: "Sono sempre stato pessimista sulle condizioni fiscali, ma ora è difficile concordare con la cosiddetta narrazione della 'dominanza fiscale'." Aggiunge che nel 2025 il rendimento dei Treasury USA a 30 anni potrebbe chiudere nell’intervallo 4,25–4,5%.
La catena logica del "melt-up" prende forma, segnali di allarme tecnici
Il trader ha costruito una catena logica completa a sostegno della tesi di un mercato in "melt-up".
In primo luogo, l’impatto dei dazi ha raggiunto il picco, fornendo un ambiente politico relativamente stabile agli asset rischiosi.
In secondo luogo, le misure di stimolo fiscale saranno anticipate, fornendo slancio alla crescita economica.
Allo stesso tempo, le condizioni finanziarie si stanno allentando, sostenendo la liquidità di mercato.
Il ciclo di tagli dei tassi della Federal Reserve sta per iniziare; il trader mantiene la previsione di "tre tagli preventivi", e se i dati sull’occupazione non agricola continueranno a essere rivisti al ribasso, a ottobre potrebbe esserci un taglio dei tassi di 50 punti base.
L’impatto reale dell’AI sostiene anche le prospettive di crescita a lungo termine.
Ritiene che la combinazione di questi fattori suggerisca che qualsiasi correzione degli asset rischiosi sarà assorbita dagli acquisti.
Sebbene i fondamentali sostengano la logica del "melt-up", come trader tecnico Paolo Schiavone nota comunque alcuni segnali di allarme. Nvidia non è riuscita a superare efficacemente i massimi, il Nasdaq ha formato una figura di testa e spalle fallita e sta preparando un "top espanso".
Il trader sottolinea: "Il top non suona la campana—è solo un accumulo di segnali. Il bottom è un evento, il top è un processo."
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