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Storica svolta: i rendimenti decennali francesi superano quelli dell’Italia

Storica svolta: i rendimenti decennali francesi superano quelli dell’Italia

CointribuneCointribune2025/09/09 23:40
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Per:Cointribune

La gerarchia dei debiti sovrani europei è appena cambiata. Martedì 9 settembre, la Francia prende in prestito a un tasso superiore rispetto all’Italia sui titoli decennali. Meno di 24 ore dopo la caduta del governo Bayrou, i mercati hanno deciso: la firma francese non è più un rifugio. Questo ribaltamento, senza precedenti da oltre un decennio, segna una perdita di fiducia che colpisce la credibilità di bilancio dello Stato.

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In breve

  • La Francia ora prende in prestito a un tasso superiore rispetto all’Italia sui titoli decennali, un cambiamento senza precedenti dalla crisi del debito.
  • Questo ribaltamento avviene subito dopo la caduta del governo Bayrou, aumentando l’instabilità politica percepita dai mercati.
  • Gli investitori penalizzano l’incapacità della Francia di controllare le proprie finanze pubbliche, nonostante un risparmio interno da record.
  • Fitch dovrà rivalutare il rating sovrano francese questo venerdì 12 settembre, con un alto rischio di declassamento ad A+.

La Francia Ora Prende in Prestito Più Caro Dell’Italia

Il 9 settembre, la curva dei rendimenti sovrani francesi ha ufficialmente superato quella italiana sul mercato dei titoli decennali, mentre il debito francese costringe la BCE a stampare. Il rendimento degli OAT francesi (Obbligazioni del Tesoro) ha raggiunto il 3,48%, contro il 3,47% dei BTP italiani.

Questo cambiamento arriva immediatamente dopo la caduta del governo Bayrou e segna la prima volta dalla crisi del debito europeo che la Francia ispira meno fiducia dell’Italia agli occhi dei mercati. Gli investitori prendono atto dell’attuale paralisi politica e, soprattutto, dell’incapacità cronica di consolidare i conti pubblici.

Questa inversione riflette una profonda revisione della gerarchia dei rischi sovrani all’interno dell’eurozona. Diversi fattori hanno contribuito a questo ribaltamento:

  • Instabilità politica francese causata dal rigetto del voto di fiducia, che ha fatto cadere il governo Bayrou lunedì 8 settembre;
  • L’assenza di un piano credibile di risanamento di bilancio, dato che il progetto di riduzione del deficit di 44 miliardi di euro per il 2026 è stato di fatto abbandonato;
  • Una percezione negativa degli sforzi francesi per consolidare le finanze pubbliche, nonostante alti livelli di risparmio (430 miliardi di euro);
  • Al contrario, l’Italia è percepita come più rigorosa, sebbene abbia un debito pubblico più elevato (138% del PIL contro il 114% della Francia).

Come sottolineato dall’economista Christian de Boissieu: “i mercati sono impressionati dall’aggiustamento del deficit pubblico italiano e preoccupati dalla nostra difficoltà a ridurre significativamente il nostro”.

La sua valutazione è condivisa da Philippe Crevel, che afferma “è la nostra instabilità politica a essere penalizzata”. L’immagine della Francia, a lungo considerata uno dei pilastri della stabilità dell’eurozona, è ora offuscata da un deficit di credibilità.

Verso un Declassamento del Rating Sovrano?

Oltre al superamento di questa soglia, un altro importante punto di tensione riguarda il rating del debito francese. L’agenzia Fitch dovrà annunciare questo venerdì 12 settembre, dopo la chiusura dei mercati, se mantenere o declassare l’attuale rating AA- con outlook negativo, assegnato da ottobre 2024.

Questo livello è oggi l’ultima barriera prima di un declassamento ad A+, una categoria che, se superata, costringerebbe molti investitori istituzionali a disimpegnarsi meccanicamente dal debito francese.

In precedenti comunicazioni, Fitch ha chiaramente avvertito: “un declassamento sarebbe preso in considerazione se vi fosse l’incapacità di attuare un credibile piano di consolidamento di bilancio a medio termine, in particolare a causa dell’opposizione politica o delle pressioni sociali, ma anche a causa di prospettive di crescita significativamente meno favorevoli”.

Tuttavia, con la caduta del governo Bayrou, il rigetto del suo piano di riduzione del deficit di 44 miliardi di euro per il 2026 e la mancanza di una chiara direzione di bilancio all’orizzonte, la prospettiva di un declassamento non è mai stata così seria.

Un abbassamento del rating porterebbe a un aumento meccanico dei tassi, già in crescita, aumentando così ulteriormente il servizio del debito, stimato a 62 miliardi di euro per quest’anno.

Se il rating dovesse scendere, la spirale dei tassi in aumento potrebbe accelerare, indebolendo ulteriormente la posizione finanziaria dello Stato e limitando il suo margine di manovra di bilancio. Questa situazione rischia di peggiorare la percezione della Francia sui mercati, proprio mentre i bisogni di finanziamento rimangono strutturalmente elevati.

In questo clima di incertezza politica e sfiducia verso il debito pubblico, alcuni investitori istituzionali stanno iniziando a rivolgersi ad asset non sovrani, visti come scollegati dalle debolezze di bilancio statali. Bitcoin, in particolare, sta attirando l’attenzione come riserva di valore alternativa. La sua natura decentralizzata, l’offerta limitata e la resistenza alla manipolazione politica ne aumentano l’attrattiva per chi teme una spirale inflazionistica o una ristrutturazione del debito.

L’inversione della curva dei rendimenti tra Francia e Italia segna un cambiamento nella percezione del rischio sovrano, ora caratterizzata da dubbi di bilancio, sfiducia politica e incertezza istituzionale. Mentre Roma raccoglie i frutti di riforme dolorose ma efficaci, Parigi paga il prezzo della stagnazione e del disordine politico, che potrebbe portare a una supervisione da parte dell’IMF. Se Fitch dovesse decidere per un declassamento nei prossimi giorni, il segnale inviato ai mercati sarebbe carico di conseguenze.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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