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Le istituzioni vendono BTC e puntano invece su Ethereum

Le istituzioni vendono BTC e puntano invece su Ethereum

CointribuneCointribune2025/09/02 12:11
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Per:Cointribune

Bitcoin oscilla sotto i $111.000, intrappolato tra incertezze macroeconomiche e segnali tecnici sfavorevoli. Mentre gli investitori analizzano i prossimi indicatori che probabilmente guideranno la politica monetaria statunitense, la pressione si intensifica. I deflussi di capitali istituzionali, le tensioni nei prodotti derivati e l’indebolimento degli indicatori di sentiment aumentano la sfiducia. Il mercato si congela nell’attesa, esposto a una volatilità latente.

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In breve

  • Bitcoin oscilla sotto i $111.000, nel mezzo di incertezze macroeconomiche.
  • Gli indicatori tecnici segnalano una crescente pressione ribassista sul mercato.
  • Quasi $390 milioni in posizioni long rischiano la liquidazione sotto i $107.000.
  • Gli ETF su Bitcoin registrano deflussi netti, segno di disimpegno istituzionale.

Supporto a $108.000 messo alla prova

Dalla sua brusca discesa sotto i $111.000 lo scorso venerdì, Bitcoin sta oscillando in un intervallo ristretto del 2,3%, segnalando un chiaro rallentamento dello slancio rialzista.

Sebbene questa inerzia coincida con la chiusura dei mercati regolamentati per il Labor Day negli Stati Uniti, non maschera segnali più profondi di fragilità tecnica.

Infatti, posizioni long con leva per un valore di $390 milioni potrebbero essere liquidate se il prezzo di BTC scendesse sotto i $107.000, un livello ora sotto stretta osservazione. La piattaforma CoinGlass conferma che queste posizioni sono particolarmente vulnerabili a una nuova correzione.

I segnali tecnici recenti illustrano questa crescente pressione sui supporti critici:

  • Il premio annualizzato dei contratti future su Bitcoin a 30 giorni è attualmente al 7%, un livello neutro tra il 5% e il 10%, senza miglioramenti rispetto alla settimana precedente;
  • Il mercato delle opzioni su Deribit mostra un premio del 7% sulle opzioni put rispetto alle call, tipico di un sentiment ribassista sostenuto;
  • Venerdì scorso sono stati registrati deflussi netti per $127 milioni negli ETF spot su Bitcoin, segnalando disimpegno istituzionale;
  • Bitcoin si è decorrelato dall’oro, che ha guadagnato il 2,1% da venerdì, rafforzando l’idea di un indebolimento del ruolo di copertura.

Pertanto, l’assenza di slancio rialzista, combinata con una cautela manifesta nei mercati dei derivati, alimenta una crescente sfiducia. Se la zona dei $108.000 dovesse cedere, l’attuale struttura di mercato potrebbe rivelare un rischio di rapida destabilizzazione, soprattutto poiché sembra che il capitale istituzionale abbia già iniziato un ritiro preventivo.

Verso un riequilibrio a favore di Ether?

In questo clima di nervosismo, i movimenti di alcune whale confondono ulteriormente le prospettive. Infatti, un investitore di lungo termine, che deteneva posizioni in Bitcoin da oltre cinque anni, ha avviato un importante riposizionamento strategico.

Il 21 agosto, questo attore ha venduto $4 miliardi in BTC tramite la piattaforma decentralizzata Hyperliquid, orientandosi verso Ether (ETH).

Nicolai Sondergaard, analista di Nansen, specifica che questa decisione riflette una forma di “rotazione” degli asset, in un contesto in cui le altcoin, in particolare ETH, beneficiano di una crescente accumulazione da parte di attori aziendali. Questa mossa rafforza l’ipotesi di una riallocazione settoriale all’interno del mercato crypto stesso.

Allo stesso tempo, elementi esogeni amplificano la sfiducia attorno a Bitcoin. Il rendimento dei titoli di stato britannici a 20 anni ha raggiunto un picco senza precedenti dal 1998, segno di una perdita di fiducia nelle valute fiat e di un’anticipazione di tensioni inflazionistiche.

Sebbene questi dati riguardino principalmente i mercati tradizionali, il loro effetto a catena non può essere ignorato in un universo crypto sempre più interconnesso e legato alle dinamiche macroeconomiche.

Questa congiunzione di elementi crea una situazione senza precedenti: le whale, tradizionalmente garanti della stabilità di BTC, si stanno spostando verso asset percepiti come più promettenti, mentre gli indicatori tecnici segnalano una crescente pressione ribassista. Nel breve termine, i mercati saranno concentrati sul rapporto sull’occupazione statunitense in uscita questo venerdì. Un indebolimento dell’occupazione potrebbe fungere da catalizzatore per gli asset rischiosi, rafforzando l’anticipazione di un imminente taglio dei tassi da parte della Fed. Tuttavia, nel medio termine, il graduale spostamento di capitali verso Ether potrebbe indicare una ridefinizione strutturale degli equilibri all’interno dell’ecosistema crypto.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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