I fondi Bitcoin salgono a 162 miliardi di dollari di AUM nel 2025: possono spodestare l’oro come bene rifugio definitivo?
- Gli ETF su Bitcoin e oro hanno superato insieme i 500 miliardi di dollari di AUM nel 2025, con Bitcoin salito a 162 miliardi e l’oro a 325 miliardi. - Gli ETF su Bitcoin sono cresciuti dell’810% in 10 mesi dopo l’approvazione della SEC, mentre gli ETF sull’oro sono raddoppiati grazie alla domanda delle banche centrali e alle tendenze di de-dollarizzazione. - Persistono divisioni generazionali: il 73% della Gen Z e dei Millennials preferisce Bitcoin, mentre il 59% delle istituzioni destina oltre il 10% agli ETF su Bitcoin. - L’oro mantiene la sua stabilità durante le crisi (ad esempio, afflussi per 3,2 miliardi di dollari a luglio) e conserva la fiducia istituzionale come riserva di valore millenaria.
Il panorama globale degli investimenti nel 2025 ha assistito a un cambiamento sismico mentre i fondi Bitcoin e i fondi oro si contendono la supremazia nella categoria degli asset rifugio. Per la prima volta nella storia, il patrimonio gestito combinato (AUM) per gli exchange-traded funds (ETF) su Bitcoin e oro ha superato i 500 miliardi di dollari, con gli ETF su Bitcoin saliti a 162 miliardi di dollari e gli ETF su oro che detengono 325 miliardi di dollari in asset [1]. Questo traguardo sottolinea una profonda riallocazione di capitale, guidata da un sentimento degli investitori divergente e da venti macroeconomici favorevoli.
Tendenze AUM: l’ascesa meteoritica di Bitcoin contro la crescita costante dell’oro
Gli ETF su Bitcoin hanno registrato una crescita esponenziale, passando da 20 miliardi di dollari all’inizio del 2024 a 162 miliardi di dollari nell’agosto 2025—un aumento dell’810% in soli 10 mesi [2]. Questo incremento è stato catalizzato dall’approvazione da parte della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) degli ETF spot su Bitcoin, che hanno normalizzato l’accesso istituzionale all’asset. Il solo iShares Bitcoin Trust (IBIT) ha catturato il 96,8% degli afflussi negli ETF su Bitcoin negli Stati Uniti nel secondo trimestre 2025, accumulando 86,2 miliardi di dollari in AUM [3]. Al contrario, gli ETF su oro sono cresciuti a un ritmo più misurato, quasi raddoppiando da 170 miliardi a 325 miliardi di dollari nello stesso periodo [4]. Sebbene l’AUM dell’oro rimanga superiore, la rapida ascesa di Bitcoin ha ridotto il divario, con entrambe le classi di asset ora in competizione per una quota del mercato ETF combinato da 500 miliardi di dollari [5].
L’oro, tuttavia, mantiene il suo vantaggio in termini di affidabilità storica. Le banche centrali hanno acquistato 710 tonnellate d’oro nel 2025 e gli ETF su oro hanno attratto 21,1 miliardi di dollari in afflussi, proiettando i prezzi a raggiungere i 4.000 dollari/oncia entro il 2026 [6]. Il fondo SPDR Gold Shares (GLD), con 104,45 miliardi di dollari in AUM, rimane una pietra angolare dei portafogli istituzionali, sfruttando il ruolo millenario dell’oro come riserva di valore [7].
Sentimento degli investitori: divisioni generazionali e abbraccio istituzionale
Il sentimento degli investitori nel 2025 rivela una netta divisione generazionale. Un sondaggio su 730 investitori della Gen Z e Millennial ha rilevato che il 73% preferisce Bitcoin all’oro come investimento a lungo termine, citando il suo potenziale di crescita esponenziale e la trasparenza della blockchain [8]. Nel frattempo, il 59% degli investitori istituzionali ha allocato almeno il 10% dei propri portafogli in Bitcoin, spinti dal lancio di ETF regolamentati che hanno semplificato la custodia e la conformità [9].
L’oro, tuttavia, continua a dominare nei periodi di incertezza macroeconomica. Durante le crisi geopolitiche del secondo trimestre 2025, l’oro ha sovraperformato Bitcoin come forza stabilizzatrice, con gli ETF su oro che hanno registrato afflussi per 3,2 miliardi di dollari solo a luglio [10]. Gli analisti istituzionali di Goldman Sachs e JP Morgan osservano che la tangibilità dell’oro e la domanda industriale ne assicurano la rilevanza, anche mentre Bitcoin guadagna terreno [11].
Fattori che guidano la crescita e il sentimento
L’adozione istituzionale di Bitcoin è stata alimentata dalla chiarezza normativa e dalla riduzione della volatilità. Dopo le approvazioni degli ETF nel 2024, la volatilità di Bitcoin è diminuita del 75% rispetto ai livelli del 2023, rendendolo una copertura valida contro l’allentamento monetario [12]. L’inversa correlazione dell’asset con il tasso di politica della Federal Reserve (-0,65) e la correlazione diretta con le azioni statunitensi (0,76) ne consolidano ulteriormente il ruolo nei portafogli diversificati [13].
L’oro, invece, beneficia delle tendenze di de-dollarizzazione e della domanda delle banche centrali. Cina, India e Russia hanno accelerato gli acquisti d’oro, con gli ETF su oro globali che hanno attratto 19,2 miliardi di dollari in afflussi netti nel 2025 [14]. La sua tangibilità fisica e le applicazioni industriali forniscono un conforto psicologico che gli asset digitali non possiedono [15].
Implicazioni per gli investitori
Per gli investitori a lungo termine, la scelta tra Bitcoin e oro dipende dalla tolleranza al rischio. La scarsità di Bitcoin e gli obiettivi di prezzo previsti (ad esempio, 200.000 dollari entro il 2026-2027) lo rendono una copertura interessante contro la svalutazione valutaria, in particolare in ambienti ad alta inflazione [16]. Tuttavia, il comprovato track record dell’oro come asset rifugio ne garantisce la presenza nei portafogli, con banche centrali ed ETF che ne rafforzano la posizione [17].
I portafogli diversificati ora allocano il 5-10% a Bitcoin (tramite ETF) e il 10-15% all’oro, sfruttando i punti di forza unici di entrambi gli asset contro i rischi macroeconomici [18]. Anche gli investitori retail hanno cambiato strategia, con il 68% che prevede di espandere o modificare le proprie allocazioni nel 2025 [19].
Conclusione
Il panorama dell’allocazione degli asset nel 2025 è definito da una doppia narrazione: la rapida adozione istituzionale di Bitcoin e il duraturo fascino dell’oro. Sebbene gli ETF su Bitcoin abbiano colmato il divario dell’AUM con l’oro, l’affidabilità storica e la domanda industriale di quest’ultimo ne assicurano la presenza nei portafogli. Gli investitori devono valutare il potenziale di crescita di Bitcoin rispetto alla stabilità dell’oro, adattando le allocazioni alle aspettative macroeconomiche e ai profili di rischio. Mentre entrambi gli asset navigano in un mondo ad alta inflazione e incerto, la loro coesistenza—piuttosto che la competizione—potrebbe rivelarsi ottimale per la resilienza a lungo termine.
Fonte:
[1] Coindesk, "Bitcoin and Gold ETFs Combined Break $500B Barrier"
[2] AInvest, "Jane Street's $3.4 Billion Bitcoin ETF Bet"
[3] CoinDesk, "Bitcoin and Gold ETFs Combined Break $500B Barrier"
[4] ETFGI, "ETF Industry AUM Reaches $17.34 Trillion"
[5] Wall Street Horizon, "Gold and Bitcoin Shining in 2025"
[6] Gold.org, "Gold ETF Flows: May 2025"
[7] SSGA, "GLD: SPDR® Gold Shares"
[8] Devere Group, "Young Investors Back Bitcoin over Gold"
[9] Pinnacle Digest, "Institutional Bitcoin Investment: 2025 Sentiment"
[10] Gold.org, "US and Europe Anchor July Inflows"
[11] AInvest, "Bitcoin vs. Gold: Which is the Better Long-Term Store of Value?"
[12] Bitwise Investments, "Bitcoin vs. Gold: The Ultimate Hedge"
[13] Bitget, "Institutional Accumulation and Inflation Hedging" [https://www.bitget.com/news/detail/12560604933881]
[14] Reuters, "Gold ETFs Drew Largest Inflow in Five Years"
[15] Coingecko, "Gold vs. Bitcoin: Which Is the Better Investment?"
[16] AInvest, "Bitcoin’s Projected Price Targets for 2026-2027"
[17] AInvest, "Gold’s Proven Track Record as a Safe-Haven Asset"
[18] AInvest, "Diversified Portfolios in 2025"
[19] Sacramento Bee, "2025 Investor Insights Survey"
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